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Vertenza Fillatura Trani, i lavoratori Uilta interrompono Cognetti e Fabbretti

C’eravamo tanti amati. Il consiglio comunale in corso ha manifestato in maniera ufficiale e plateale la rottura fra Domenico Cognetti, consigliere comunale del Pd, ed i suoi colleghi ex lavoratori della Franzoni filati.

Una rappresentanza di quelli, seduti fra il pubblico insieme con il segretario provinciale della Uilta Uil, Luigi Mesaroli, ha contestato il consigliere del Pd, durante il suo intervento, nel momento in cui auspicava la ripresa di un tavolo unitario delle organizzazioni sindacali: “Ma quando eravamo sul campanile a protestare – ha tuonato uno di loro ad alta voce -, tu dov’eri? Eppure stai parlando da lì solo grazie ai nostri voti”. E’ dovuta intervenire la Polizia municipale per riportare la calma, ma già lo stesso Mesaroli aveva indotto il suo iscritto a contenere le proteste. Cognetti non ha fatto una piega e ha proseguito e terminato l’intervento.

Ormai è palese che le strade di Cognetti e della Uilta Uil si siano completamente separate. Qualche avvisaglia vi era stata anche durante il precedente intervento di Ines Fabbretti, anch’ella consigliere del Pd e, soprattutto, dipendente della Cgil, che con la Uil sulla vertenza Franzoni ha ormai da tempo posizioni divergenti. Anche Fabbretti richiedeva un tavolo unitario, anche al suo indirizzo sono giunte proteste: “Se la fabbrica ha chiuso è solo colpa vostra”, si è udito dalla parte di pubblico occupata dai lavoratori Uilta.

Gli stessi lavoratori hanno diffuso un documento della segreteria barese del sindacato nato sugli sviluppi della recente fumata nera di Roma. Ecco, di seguito, il testo.

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Ancora una volta riscontriamo una mancanza di risposte alla lotta che stiamo conducendo. Aspettavamo ben altro. Nel dirlo vogliamo ribadire che la “tenda” è un simbolo di riscatto per la città di Trani. Il sacrificio che tanti lavoratori hanno fatto, che continuano e continueranno a fare, deve servire a quanti soffrono, magari in silenzio, perché nessuno rivolge la più piccola attenzione anche al loro dramma. Ci sono quasi 5000 disoccupati in questa città, quando questa città decide di svegliarsi? La politica non può sfuggire a questa domanda.

La responsabilità è negli uomini e nelle donne che si candidano a governare Trani e ben inteso non ci rivolgiamo soltanto a chi la governa ma anche a chi deve vigilare perché il governo sia svolto nel migliore dei modi. I cittadini svolgono un ruolo determinante nel delegare i politici a rappresentarli per questo devono pretendere fatti nel rispetto dei ruoli svolti. Per questo chiediamo a tutti, sindaco in testa, di affiancarci e di scendere in piazza con noi per dimostrare da quale parte si stia. In questi giorni il sindaco di Trani ha speso la sua presenza e ciò è stata in evidenza dagli interventi pressanti svolti nei confronti del sottosegretario On. Saglia. Orbene è del tutto evidente che tale intervento non è stato sufficiente per avere notizie concrete.

Noi siamo consapevoli che così non possiamo proseguire, occorre che la città risponda, per questo proponiamo a tutti i gruppi consiliari del comune di Trani, un incontro affinché si possa determinare una strategia comune sull’occupazione che prepari una piattaforma politica che dia speranza di vita non solo agli operai della Franzoni Filati ma anche alle migliaia di disoccupati che rendono questa città sempre di più drammaticamente povera. Per far questo, chiediamo al presidente del consiglio comunale di organizzare un incontro dei gruppi consiliari.

Chiediamo ai partiti politici di esprimersi. Noi vogliamo esporre loro i motivi che ci hanno portato in piazza e con loro determinare azioni per una città viva che risponda con fermezza e volontà e dica no al fatalismo. La vertenza Franzoni Filati di Trani è il classico esempio di come un imprenditore del nord sia capace di “prendere” e andar via lasciando nella disperazione tanti lavoratori e le loro famiglie. Ma è ancora più impensabile che le leggi italiane aiutino gli imprenditori a de localizzarsi accollandosi anche l’onere degli ammortizzatori sociali. Noi vogliamo con forza, insieme a tutta la città di Trani, dire basta.

 

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