L’addizionale Irpef è ufficialmente ridotta di un punto, dal 7 al 6 per mille. Il provvedimento è stato approvato con 32 voti favorevoli, 1 astenuto, 8 assenti. Ma non sono mancate le polemiche soprattutto con riferimento al rigetto, da parte della maggioranza, di due emendamenti provenienti dalla minoranza per la abrogazione dell’imposta totale o in subordine, almeno per le fasce di reddito più basse (sotto i 12mila euro).
Di seguito, le dichiarazioni di voto finali.
Marinaro (Dca/Pdl). Avremmo desiderato una riduzione ulteriore, così non è stato. Ci auguriamo solo che gli introiti delle tasse siano destinati sempre a servizi utili, ma sul provvedimento dobbiamo astenerci.
De Laurentis (per tutta la minoranza). Vi avevamo dato con i nostri emendamenti la possibilità di ridurre ulteriormente la tassa riducendo la spesa pubblica. Non ne avete tenuto conto e avete perso una grande occasione, ma in ogni caso, per senso di responsabilità, approviamo ugualmente perché un punto sarà pur sempre un goccia nel mare, ma è un segnale.
Corrado (Pdl). Anche noi vorremmo ridurre le tasse o persino azzerarle, e ci arriveremo. Questo è un punto di partenza, però è anche vero che ridurre la spesa pubblica è un obiettivo, certo, ma ci sono anche degli investimenti da compiere, e credo che i mutui contratti per le piazze vanno proprio in direzione dello sviluppo turistico di Trani. Sono spese oggi, ma saranno ritorni economici domani.
Gagliardi (Pdl). La riduzione di un punto dell’Irpef significa ridurre la tassa del 20 per cento, circa 400mila euro di entrate in meno. E se si considera che stiamo dimezzando la Tosap, si può ben comprendere che stiamo compiendo sforzi importanti sin da ora.
