La spranga che ha colpito e privato Alessandro D. della vista all’occhio sinistro dovrebbe essere stata scagliata dal terreno di gioco e non dal settore della gradinata occupato dai tifosi molfettesi. Da testimonianze raccolte da tifosi tranesi presenti sul luogo comincerebbe a definirsi meglio lo scenario da cui è nato il drammatico fatto di cronaca che ha funestato il dopo derby d'andata dei playoff di Eccellenza.
La robusta rete che divide in due la gradinata del Paolo Poli, evitando il contatto fra i tifosi di opposte fazioni, è così alta che difficilmente favorirebbe un lancio diretto e violento di un qualsiasi oggetto. Più verosimile, invece, l’ipotesi che la spranga sia partita dal basso verso l’alto, quindi dalla pista di atletica verso la parte di gradinata occupata dai tranesi.
Secondo il racconto di alcuni tifosi, un giovane che indossava un giubbotto smanicato avrebbe prima lanciato una bottiglia di vetro, che si è infranta sui gradoni, poi una spranga che, invece, ha colpito al volto Alessandro. Uno di questi tifosi avrebbe visto e segnalato il fatto alle forze dell’ordine.
Resta da comprendere a quale titolo questa persona fosse presente sul campo di gioco: un tifoso che aveva scavalcato la recinzione o altro soggetto lì presente già durante la partita?
Forse anche in questo caso le immagini potranno aiutare gli inquirenti a chiarire qualche passaggio importante per l’individuazione del responsabile del lancio della spranga.
Nel frattempo, il presidente Antonio Flora ed una delegazione di tifosi tranesi è andata a fare visita ad Alessandro al Policlinico, rincuorandolo e promettendogli sostegno.
Ed intanto si attendono le decisioni sia del giudice sportivo, sia delle questura, probabilmente destinate ad intrecciarsi. Sicura una soluzione restrittiva, almeno tre quelle possibili: partita a Trani senza tifosi del Molfetta; partita a Trani a porte chiuse; partita in campo neutro a porte chiuse.
