Paradossi di un calcio impazzito. È già “noto” che, arrivando in fondo ai playoff il 6 e 13 giugno si giocherebbe con il “Noto” (la località siciliana in cui nel 1996 si verificò il crollo della cupola della mirabile cattedrale barocca, ricordate), ma non è “noto” dove si giocherà fra 48 ore contro il Molfetta.
Ancora oggi, in Federazione a Bari, bocche cucite: «Stanno decidendo in questi minuti». È da due giorni che stanno decidendo in questi minuti, uno stillicidio che anziché stemperare gli animi, li esacerba e spinge il nostro presidente ad annunciare decisioni che siamo certi non prenderà: «Mando in campo la juniores«, ha dichiarato Flora alla Gazzetta del mezzogiorno.
Non ne sarebbe felice la tifoseria, che pure non potrà vedere la partita ovunque si giochi, non ne sarebbero felici i giocatori della prima squadra, che hanno diritto a giocarsi la partita del riscatto sportivo e dedicare il successo ad Alessandro, il giovane che ha perso l’occhio e che la squadra è andata a trovare e ha “adottato”.
Non ne sarebbe felice lo stesso Alessandro, che sta reagendo con una maturità esemplare alla grave disavventura di domenica scorsa.
Si giochi e si vinca. Perché anche questo, in cuor nostro, è “noto” che accadrà.
(foto Sergio Porcelli)
