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Collodi e Pinocchio, una scuola materna per una favola sempiterna

Cerimonia di intitolazione della Scuola dell’Infanzia Collodi ieri mattina a Trani; l’ex plesso Rubini sito in Corso Matteo Renato Imbriani e nato circa 30 anni fa come asilo nido, dopo i lavori di ripristino del lastrico solare, della facciata esterna e dei muri perimetrali da oggi con un look completamente rinnovato si chiamerà Scuola dell’Infanzia Collodi. A scoprire la targa il Sindaco Pinuccio Tarantini accompagnato dagli Assessori ai Lavori Pubblici Di Savino, alla Pubblica Istruzione e Cultura Prof. Lovato e alla P. M. Paolillo.

Un’iniziativa, ha affermato il Sindaco, che rientra nella sicurezza degli immobili scolastici e comunali il cui controllo da parte degli organi competenti permetterà ai bambini e agli insegnati di studiare con tranquillità. Naturalmente a fare gli onori di casa la Dirigente Scolastica del II° Circolo Didattico Mons. Petronelli Giuseppina Tota, la quale dopo aver salutato affettuosamente e ringraziato tutti i presenti per aver accolto l’invito della comunità scolastica del II° Circolo ed in particolar modo il Sindaco, gli Assessori, il Dirigente della V Ripartizione, il Parroco della Parrocchia degli Angeli Custodi Don Michele Cirillo, i Docenti ed i Componenti del Consiglio di Circolo, ha spiegato come si è giunti alla scelta di denominare la scuola Collodi.

La scelta è caduta su Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini creatore di Pinocchio, ha spiegato la Dott. Tota, innanzitutto perchè si tratta di un autore per l'infanzia, ma accanto a questo motivo, che è il più ovvio e il più valido, scavando nella sua vita si scopre che propone aspetti di impegno in campo culturale e civile meritevoli di attenzione.

Oltre che uno scrittore, fu patriota e giornalista capace di leggere in modo critico il processo di unificazione dell' Italia; fu una persona portatrice di valori etici civili e culturali, un modello di intellettuale che partecipò al dibattito culturale e agli ideali del suo tempo; Collodi nacque nel 1829 a Firenze, dove morì nel 1890; deve la fama al suo capolavoro Pinocchio definito recentemente personaggio “glocale”, un mix tra locale e globale, infatti il libro è stato tradotto in 68 paesi ed in oltre 87 lingue, inglese francese, persino in latino ed in... esperanto, dialetti compresi, e pertanto si pone come personaggio ponte tra l’italianità (e quindi il “locale”, e in particolare la toscanità) e la sua capacità di essere uno dei personaggi più noti della cultura mondiale.

Pinocchio è un personaggio del tutto speciale: ha la capacità di essere plasmato e plasmabile nel tempo, pur rimanendo sempre se stesso, ha questa capacità di essere attuale, un libro che tutt’oggi viene letto in tutte le scuole italiane e che – come personaggio – si presta ad essere un modello per i bambini, e anche per gli adolescenti, in questa ricerca della sua strada “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” parlano a tutti dal 1883.

Molteplici sono state le interpretazioni che il capolavoro di Collodi ha avuto nel corso del tempo, tra cui anche analisi di tipo "biblico": Quando padre e figlio s'incontrano nel pescecane è, si può dire, terminato il ciclo della perdizione; s'inizia il ciclo della redenzione. Il primo ciclo di Pinocchio si potrebbe intitolare : fuga dal padre. Il secondo ciclo: ritorno al padre. Come il figliol prodigo. Il pescecane, come la biblica balena, è l'immagine della espiazione e insieme il simbolo della morte apparente che precede la resurrezione.

Di certo si tratta di un romanzo pedagogico che presenta un pezzo di legno pieno di buone intenzioni, ma che poi non mantiene, e tutto ciò determina una certa difficoltà ad arrivare a diventare un vero bambino. Sbaglia tante volte e spesso ripete gli stessi errori, che sono errori di ingenuità, errori di dabbenaggine quando crede per esempio che gli zecchini piantati possono trasformarsi in un albero degli zecchini d'oro. Poi c'è, in tutto il libro, sempre la voce del grillo parlante, che poi è la voce della coscienza di Pinocchio che lo richiama al suo dovere.

Quindi un romanzo di formazione, di formazione di una coscienza. Pinocchio attraverso tutte le sue avventure, alla fine, trova la via giusta, trova sé stesso. Chi meglio del burattino di legno rappresenta l’ideale percorso di crescita che accompagna ogni bambino attraverso le piccole o grandi problematiche della vita concludendosi con la completa maturazione?Sono passati centoventi anni, ma Pinocchio è sempre attuale!

Il mio augurio, ha concluso la Dirigente Scolastica Tota, è che la Scuola dell’Infanzia Collodi possa sempre favorire la formazione integrale della persona in un sereno e gioioso ambiente di apprendimento, dove si valorizzino le peculiarità e le esperienze di ciascuno in un clima di grande apertura all’altro. All’interno di un’organizzazione flessibile e responsabile, sostenuta da una progettualità condivisa, in stretta collaborazione con le agenzie educative presenti sul territorio.


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