Il consiglio provinciale ha approvato l’ubicazione della sede legale della Barletta-Andria-Trani ad Andria. La votazione è stata di 18 voti favorevoli, 10 contrari, 2 astenuti. Sarebbe stata sufficiente la maggioranza semplice di 16 voti per chiudere la partita. Nelle precedenti due votazioni era richiesta la maggioranza qualificata di 21 voti, mai raggiunta: nella prima occasione Andria aveva raccolto 20 consensi, nella seconda 18.
Confermato il quadro previsto alla vigilia. Prima l’approvazione di un emendamento all’articolo 1 dello statuto, quello riguardante i principi generali, in cui si affermano le rispettive vocazioni delle città capoluogo della provincia: Barletta polo amministrativo, quindi sede della giunta e del consiglio provinciale; Andria polo della sicurezza, quindi sede di Prefettura e Questura; Trani polo giudiziario, finanziario, professionale, culturale e turistico, quindi con la possibilità di aggregare, intorno al tribunale, tutta una serie di istituzioni ed uffici a carattere provinciale.
Ma nell’articolo 2 dello statuto si è previsto, peraltro, che la sede legale dell’ente è fissata ad Andria. Apparentemente sarebbe una soluzione tecnica per la gestione della transizione verso Barletta, ma molti addetti ai lavori vedono in questo passaggio la negazione dell’emendamento di cui sopra, con il risultato che questa soluzione, virtuosa ma contorta, sia stata pensata per non scontentare alcuno, ma soprattutto per non mutare nulla dello scenario attuale e, quindi rendere anche questa volta il provvisorio definitivo.
Ieri sera il presidente della giunta, Francesco Ventola si era recato al consiglio comunale di Barletta, riunito in via d’urgenza per approvare un provvedimento condiviso in merito all’ubicazione della sede legale in quella città: pareva un’apertura, invece oggi si è votato come da tempo era noto.
Così Barletta è sede legale di diritto, ma Andria lo è di fatto.
