Il decadimento della politica italiana è un fenomeno oggettivamente tangibile la cui causa è senza dubbio da ricercare nella crisi delle ideologie e nell’inidoneità di buona parte della classe dirigente ad affrontare i problemi del paese.
Nella prima repubblica, la crescita politico-culturale dei dirigenti si sviluppava all’interno dei partiti, fucine in cui si forgiavano ancora giovani in un contesto ideologico di base che sentivano proprio e costituiva il punto di partenza del confronto dialettico attraverso il quale discutere e ricercare le soluzioni più idonee per tentare di dare risposte alle esigenze della collettività.
Il collante del partito era costituito dal sentimento dell’appartenenza ad un contesto politico-ideologico. Poi è arrivato il bipolarismo che, oltre ad appiattire il sistema politico italiano, ha spogliato i partiti delle loro prerogative di carattere storico, culturale e valoriale fino a cancellare con un colpo di spugna, almeno dal punto di vista formale, il pluralismo che costituiva uno dei principi cardine dello stato democratico.
La fine del pluralismo ha portato alla crisi della politica sotto diversi profili. Il sistema bipolaristico si è rivelato un’utopia, perché ipocrita ed apparente, in quanto i due informi coacervi di partiti che costituiscono gli opposti schieramenti, sono entrambi in perenne stato confusionale ed in contrapposizione interna sui temi etici e sulle riforme (da un lato Fini, Berlusconi e Bossi e, dall’altro, Bersani, Di Pietro e la Sinistra di Vendola e, da ultimo, la farsa Di Pietro-Calderoli sul federalismo).
La legge elettorale sottrae al popolo la possibilità di eleggere i suoi rappresentanti che vengono imposti dall’alto e spesso sono personaggi prestati alla politica, provenienti dalla televisione o da altri sistemi avulsi dalla politica e magari in contrapposizione (imprenditori, manager, magistrati, etc.). Il conflitto di interessi in politica è esacerbato dalla identità tra il presidente del consiglio ed il maggior colosso editoriale e televisivo del nostro paese. Il prodotto di questa caotica ed anomala interpretazione della politica è l’immobilismo che, probabilmente, è voluto da qualcuno ma fa male al popolo italiano.
Alleanza per l’Italia – Trani, Alessandro Moscatelli
