Il Comando provinciale dei Carabinieri ha diffuso il comunicato ufficiale relativo alla notizia dell'arresto dopo inseguimento anticipata nelle scorse ore dal nostro sito. Lo pubblichiamo di seguito.
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Con moglie e figlioletto, alla guida di un’autovettura rubata, per sottrarsi all’arresto ingaggia un inseguimento da brividi con i Carabinieri, speronandoli, ma bloccato finisce in carcere.
È accaduto questa mattina a Trani, dove i Carabinieri della locale Compagnia hanno tratto in arresto il 29enne Pietro Petrilli, sorvegliato speciale del luogo, con l’accusa di ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e violazione degli obblighi imposti.
Una pattuglia del Nucleo Radiomobile, di passaggio in via Trombetta, ha notato il 29enne alla guida di una Fiat Uno, con moglie e bambino e per questo, sapendo che lo stesso era privo di patente di guida, revocatagli per effetto della misura a cui era sottoposto, gli ha intimato l’alt. Il sorvegliato, invece di fermarsi, ha accelerato bruscamente, innescando in tal modo un inseguimento con i militari. La folle “corsa” si è protratta per circa dieci minuti, durante i quali il 29enne non ha esitato ad effettuare manovre estreme e pericolose, pur di sottrarsi alla cattura, sino a speronare frontalmente la “gazzella” dell’Arma, dopo un testa-coda. Quindi, per nulla intimoritosi, ha abbandonato moglie e figlio nell’auto ed è fuggito a piedi, sino a quando un militare è riuscito a bloccarlo e a trarlo in arresto.
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di appurare che il veicolo condotto dal sorvegliato era il provento di un furto perpetrato la scorsa settimana a Barletta.
Inevitabile, a questo punto, l’arresto per uomo, poi rinchiuso nel carcere di Trani.
A seguito dell’impatto verificatosi con l’autovettura dell’Arma, un militare ha riportato delle lesioni alle ginocchia e al torace, guaribili in una settimana.
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Questa, invece, la versione dei fatti da noi riferita a caldo.
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Inseguimento dei carabinieri di Trani per le strade del centro cittadino a caccia di una Fiat Uno sospetta. Il conducente ha provato a seminare la gazzella, ma l’inseguimento è terminato proprio alle porte dell’ospedale, all’ingresso di viale Padre Pio situato alla confluenza con via Falcone.
La Uno si preparava a svoltare a sinistra, i carabinieri, con una manovra coraggiosa, hanno sorpassato l’inseguito in curva riuscendo a precederne l’imbocco del vicolo. A quel punto, però, le due auto si sono toccate, così che la Uno ha urtato la palma situata all’incrocio e l’auto dei carabinieri il muretto poco più in là.
Il militare alla guida dell’auto è rimasto al volante, avendo violentemente urtato il petto allo sterzo, l’altro carabiniere si è posto all’inseguimento dell’uomo, che intanto aveva lasciato l’auto per fuggire, riuscendo a bloccarlo ed ammanettarlo.
Con grande sorpresa, però, si scopriva che a bordo dell’auto vi erano anche la moglie dell’arrestato ed i due figli, piccoli e terrorizzati. Anche quelli sono fuggiti senza essere inseguiti. Successivamente sono intervenute a sostegno altre auto dei carabinieri, mentre il loro collega alla guida dell’auto protagonista dell’inseguimento è stato portato al Pronto soccorso, dove gli è stato diagnosticato un forte trauma toracico che ne avrebbe reso consigliabile il ricovero.
L’arrestato non ha riportato danni fisici e ha provato a spiegare ai militari che sarebbe stato tutto un equivoco giacché lui si stava recando in ospedale per fare svolgere esami urgenti ad uno dei suoi bambini. Ma l’auto è risultata rubata, a bordo della stessa vi era persino lo spadino con cui ne era stata forzata l’apertura e l’uomo, soprattutto, è risultato essere persona nota alle forze dell’ordine e, nella circostanza, avrebbe anche violato gli obblighi della sorveglianza speciale di Ps.
