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Il calcio che fa ancora innamorare

I sette tocchi che cambiarono la storia del calcio tranese. Non solo gioia totale, ma anche calcio totale. Sì, questo Trani ricorda la grande Olanda di Cruyff, l’antesignana del calcio moderno.

Ve la ricordate quella mitica squadra che, nella finale mondiale del 1974 contro la Germania, fu capace di procurarsi un rigore al primo minuto dopo quattordici passaggi consecutivi senza che i tedeschi riuscissero a toccare palla? Ebbene, a Manduria la Fortis, al minuto 93, è riuscita con sette tocchi ad arrivare in porta: Perina per Amato, lancio lungo di questi per la sponda aerea di Crisantemo, Medico gliela restituisce spalle alla porta, Crisantemo apre sulla destra per l’accorrente Ragno, Ragno mette al centro, Medico di piatto insacca.

Sette passaggi per la gloria, riassunto di una partita di gran sacrificio. Ma se al 93’ si riesce ad arrivare in porta così, allora significa che vi è anche tanta qualità in questo Trani che , adesso, è chiamato ad un ulteriore supplemento di fatica: misurarsi con lo Scalea prima e, eventualmente, con Noto o Angelo Cristofaro poi, per assicurarsi un posto in D.

Intanto, però, quello che si è fatto fino ad oggi è semplicemente da incorniciare. Manduria ci ha restituito la passione per il calcio dopo che Molfetta ce l’aveva tolta. Il dramma di Alessandro, che lì ha perso un occhio (ma non il sorriso) è incancellabile, ma proprio da questo dramma si sono creati i presupposti per compattare squadra ed ambiente, trovando stimoli inimmaginabili per compiere l’impresa sportiva e dedicarla, come era doveroso che fosse, proprio allo sfortunato ragazzo colpito da quella maledetta spranga.

Il riscatto è avvenuto sul campo, con un risultato favorevole ed un comportamento maturo e responsabile da parte di tutti. Con il senno di poi possiamo dire che, in fondo, è stato meglio giocare la partita di ritorno lontano da Trani ed a porte chiuse: ha stemperato le tensioni e creato i presupposti per dimostrare quanto forte sia oggi il legame fra la squadra e la città. E ha permesso di accogliere la Fortis, al suo ritorno a Trani, con una festa indimenticabile che rimarrà nei ricordi e nei cuori di tutti.

Fra questi, vogliamo augurarci soprattutto il presidente, Ninni Flora, che pure ha confermato anche dopo Manduria la determinazione di lasciare a fine stagione. Noi siamo del parere che, a prescindere del risultato finale, il presidente abbia il dovere morale di continuare. Soprattutto perché, sotto la sua gestione, Trani è tornata ad amare la squadra e a credere nella responsabilità di chi la dirige. Il calcio tranese, in tutti questi anni, è passato attraverso gestioni che, partite sempre sotto i migliori auspici, alla fine hanno regalato tante amare delusioni. Con Flora potrebbe giungere il gran risultato sportivo, ma certamente si è già raggiunta la sensazione che qualcosa sia cambiato. Se anche lui si è veramente innamorato di questa piazza, siamo sicuri che ci ripenserà. In bocca al lupo.

Nico Aurora


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