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Consiglio comunale, quanti dubbi sull'ampliamento della casa di riposo

Tutt’altro che una ratifica il provvedimento riguardante la cessione del suolo dal Comune alla casa di riposo “Vittorio Emanuele II”. Si tratta del suolo adiacente l’attuale sede dell’ex Ipab, destinato ad ospitare la nuova struttura, per la quale sono previsti tre milioni di finanziamento.

Ma anche su questa delibera sono emersi molti dubbi proprio da parte dei consiglieri della maggioranza. Franco Altamura, per esempio, ha addotto atti che porrebbero in dubbio la proprietà dell’intero suolo da parte del Comune, rendendo lo scenario più complesso di quanto non paia e potrebbero determinare la nullità di quanto eventualmente approvato e la revoca del finanziamento.

Fabrizio Ferrante, del Pd, ha fatto notare come vi siano due stesure della delibera, e nella seconda sono scomparsi i pareri del dirigente dell’Ufficio tecnico e dell’assessore all’urbanistica, «che invece sono necessari – ha sostenuto Ferrante -, perché qui si va ad approvare una nuova variante urbanistica e servono, pertanto, pareri tecnici in merito».

Impostazione pienamente condivisa dal Pdl Troysi, mentre la collega Uva ha richiesto ulteriori chiarimenti ad assessore e dirigente e l’indipendente Caffarella ha a sua volta invocato «una delibera completa, perché questa vicenda è storicamente spigolosa e meriterebbe un provvedimento esaustivo per meritare, come sarebbe giusto, il nostro voto favorevole».

L’assessore ai servizi sociali, Giorgia Cicolani, ha chiarito che «la concessione del terreno è un atto necessario per consentire alla casa di riposo di ottenere quel finanziamento che è suo. Non dimentichiamo che la sede attuale non è adeguata e non può ospitare altre persone».

Il dirigente al ramo, Maria Dettori, ha precisato a sua volta che «è vero che servirà una variante urbanistica, ma questo non impedisce di prendere in considerazione l’atto in questione. Questo finanziamento è stato concesso sulla base di un bando regionale. L’ente ha presentato un progetto, che ha un costo. Parte di questo denaro è il finanziamento regionale, parte verrà dalle finanze della casa. Il Comune, che risulta proprietario univoco dell’intero suolo, ha posto una condizione, quella di mantenere la casa nel contesto urbano, quindi di fatto dov’è, che mantenga tutti gli attuali servizi e che entrambe le sedi mantengano esclusivamente scopi sociali. Questo terreno diventa lo snodo necessario per dare continuità ai servizi della casa». 

Il consigliere del Pdl, Riccardo Gagliardi, ha chiarito a sua volta che «qui nessuno sta mettendo in discussione il provvedimento e non ci sogniamo certo di bocciarlo, ma si sta solo richiedendo la necessaria chiarezza degli atti». «Ma se si convoca un consiglio d’urgenza e si viene qui con gli atti incompleti, come è già accaduto con il precedente – ha risposto Michele di Gregorio (Verdi), allora non ci siamo proprio e questo conferma la vostra spaventosa superficialità. Qui non è questione di punti e virgole, ma di questioni sostanziali che la delibera non illustra e che voi non state chiarendo».

Alla fine la delibera, fra emendamenti accolti e respinti, è passata all'unanimità. Tuttavia, per avviare realmente la costruzione della nuova casa di riposo, servirà tornare in aula per approvare la relativa variante urbanistica.


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