Non uno, ma addirittura due. Per entrare nella storia i sindacati hanno fatto le cose in grande, firmando addirittura due documenti unitari che pongono fine, dopo anni di dissidi, alla frammentazione delle sigle che ha reso sempre più complicata la vertenza Franzoni.
Potere di una tanica che avrebbe potuto contenere anche solo acqua, di un forum web invece fin troppo esplosivo, ma soprattutto di tempi che non consentono di indugiare oltre, le principali organizzazioni sindacali dei lavoratori dell'ex stabilimento di Trani Franzoni filati hanno chiesto ufficialmente all’amministrazione comunale, ed in particolare al sindaco Giuseppe Tarantini, l'utilizzo della sala azzurra del Comune per una riunione congiunta delle tre sigle sindacali.
All'assemblea, che si dovrebbe tenere giovedì prossimo, 10 giugno, saranno invitati a partecipare tutti i 150 lavoratori, riuniti congiuntamente. Da qui la richiesta di una sala che non solo è capiente, ma simbolicamente importante perché allocata nella casa comunale, con il sindaco invitato a presiedere l’incontro.
Ma la vera notizia, come dicevamo, è la triplice firma: la lettera, infatti, porta la firma di Damiana (Femca Cisl), Donato Mastropietro (Filctem Cgil) e Luigi Mesaroli (Uilta Uil).
I tre segretari provinciali di categoria, peraltro, non si sono fermati qui. Così, sempre di comune accordo, hanno trasmesso alla Regione Puglia un altro documento per la richiesta di un incontro urgente finalizzato ad un’analisi della vertenza e sue prospettive anche e soprattutto alla luce dell’imminente scadenza della cassa integrazione in deroga, fissata per il 31 luglio.
