Il problema dell’edilizia giudiziaria non può passare solo ed esclusivamente attraverso i provvedimenti dell’amministrazione comunale, peraltro frutto di schizofrenici e contraddittori indirizzi politici sovrappostisi nel corso degli anni. E’ necessario portare a termine un’attività programmatica iniziata già nel febbraio del 2000 quando l’amministrazione comunale deliberò di acquisire e ristrutturare Palazzo Carcano per adibirlo a sede degli uffici giudiziari.
Né appare congrua un’iniziativa di carattere pubblico diretta a sottrarre dalle casse comunali le entrate di un canone locativo per riversarle in favore di un privato ed a sperperare milioni di euro già spesi per la destinazione naturale del settore civile del Tribunale. Per tale motivo il movimento politico cittadino di Alleanza per l’Italia ha chiesto ed ottenuto la disponibilità dell’On.le Pino Pisicchio che ha presentato un’interrogazione scritta al Ministro della Giustizia affinchè intervenga risolutivamente nell’annosa questione. Di seguito si riporta integralmente il testo dell’interrogazione:
Interrogazione a risposta scritta al Ministro della giustizia.
L’antica e prestigiosa sede del Tribunale circondariale di Trani è sempre stata ubicata nel centro storico di Trani, per tradizione e probabilmente anche per opportunità strategica in un unico ed originale contesto architettonico, storico e culturale, dislocandosi nel tempo in diversi siti, quali Palazzo Torres (Tribunale – Sezione Penale e Procura della Repubblica), Palazzo Candido (Tribunale – Sezione Civile), Palazzo Gadaleta (Tribunale – Sezione Fallimentare, Tribunale – Sezione Fallimentare, Tribunale – Esecuzioni mobiliare ed immobiliare, Ufficio Notifiche ed esecuzioni); da circa otto anni, a causa dell’aumento esponenziale dei procedimenti civili e del lavoro, si è reso necessario istituire provvisoriamente altra sede in diversa zona della città per l’allocazione degli uffici giudiziari del Giudice di Pace e della Sezione Lavoro del Tribunale in altro sito (Palazzo Nigretti), in attesa di una soluzione definitiva per l’intero settore civile; il Comune di Trani, negli ultimi anni, ha provveduto alla ristrutturazione sia dei siti del settore penale (Palazzo Torres) che di quelli del settore civile (Palazzo Candido e Palazzo Gadaleta) con finanziamenti pubblici eseguendo anche opere di adeguamento degli impianti alle norme vigenti. Proprio per trovare soluzioni logistiche di carattere definitivo e spazi adeguati per l’edilizia giudiziaria nel settore civile, il Comune di Trani con delibera n.34 del 07.02.2000 approvava il progetto esecutivo per l’acquisto e la ristrutturazione di altro prestigioso edificio storico della città di Trani, Palazzo Carcano, per il quale veniva data disponibilità da parte del Ministero di Grazia e Giustizia del finanziamento della somma di lire 8.100.000.000 cui si aggiungeva l’ulteriore somma di lire 1.200.000.000 che l’ente locale assumeva a suo carico, così per complessive lire 9.300.000.000. Il progetto veniva approvato dal Ministero di Grazia e Giustizia con nota del 02.01.2001, prot. n. 1619/2000;
il Comune di Trani assumeva a suo carico anche l’importo di € 361.519,83, mediante mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, per gli oneri di progettazione; sono decorsi dieci anni e Palazzo Carcano è pressoché un rudere del quale, a mala pena, potrà essere completato – non si sa ancora quando – soltanto un piano funzionale; dopo anni di attività ed erogazione di ingenti contributi ministeriali, il governo locale ha adottato un indirizzo politico del tutto singolare ed avulso rispetto all’attività espletata pubblicando un “invito a manifestare interesse per l’affidamento in locazione, in favore del Comune di Trani, di un edificio da destinare a nuova sede degli uffici giudiziari: settore civile – sezione lavoro – ufficio Giudice di Pace”, con dettagliata individuazione delle caratteristiche dell’immobile; a seguito di detta pubblicazione sono state presentate in busta chiusa delle proposte di cui non è ancora noto il contenuto;sta di fatto che l’iniziativa ha suscitato clamore e protesta da parte degli organi istituzionali rappresentativi dell’avvocatura e delle categorie degli operatori della giustizia, con ampia eco sui mass media locali. La querelle, in commissione di manutenzione, è stata momentaneamente sospesa anche per la vibrata protesta dell’Ordine Forense ma rimane il fatto, quanto meno anomalo ed allarmante, che si è discusso di planimetrie e progetti di un immobile esattamente individuato in Trani alla Via Andria senza che fosse stato reso noto il contenuto delle buste. Tutta la vicenda merita un approfondimento da parte dell’organo ministeriale titolare dei cospicui finanziamenti erogati per opere non portate a termine considerato che Palazzo Carcano è ancora un cantiere a cielo aperto, il governo locale ricerca altre soluzioni ed i milioni di euro spesi non hanno apportato alcuna soluzione.
Tutto ciò premesso, l’interpellante chiede al Ministro di sapere quali urgenti provvedimenti intenda assumere al fine di condurre a soluzione gli annosi problemi dell’edilizia giudiziaria del Tribunale di Trani. Pino Pisicchio”.
