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Bat, accetti o... rifiuti?

Sarà una questione di campanile, o magari di orgoglio cittadino che in questi casi tende fisiologicamente a venir fuori,  sarà che forse è vero che ai tranesi la nuova provincia non è mai andata del tutto giù, ad ogni modo dobbiamo registrare che le dimissioni di Tarantini dalla presidenza Ato e alle sue dichiarazioni scettiche sul futuro della provincia rilasciate ultimamente hanno trovato un larghissimo consenso. Ma cerchiamo di ripercorrere le tappe della vicenda.

La settimana scorsa Tarantini in una nota ha comunicato la sua decisione di lasciare la presidenza dell'Ato. Motivo? "L’ennesimo voto contrario all' adeguamento tariffario – scrive il primo cittadino  -  che comunque avrebbe lasciato bassa, la più bassa in Puglia, la tariffa di smaltimento presso la discarica dell’Amiu, rischia di provocare ristrutturazioni aziendali e grossi problemi all’assetto generale della nostra azienda".

Tarantini lamenta dunque la scarsa sensibilità manifestata dai comuni limitrofi, sordi alla necessità dell'Amiu di adeguare la tariffa dello smaltimento dei rifiuti. Le conseguenze di tale diniego rischiano di essere gravi per l'azienda stessa. Le dimissioni sono sembrate un atto doveroso che ha fatto registrare il parere favorevole di diversi esponenti della maggioranza e il silenzio (assenso?) dell'opposizione.

Ma non è tutto. In una trasmissione di Teledehon, rispondendo ad una domanda sulle motivazioni delle sue dimissioni, il sindaco ha voluto scendere nei dettagli, spiegando che alcuni comuni della nuova provincia hanno volutamente fatto slittare la procedura per l'adeguamento della tariffa per il conferimento del rifiuto in discarica, facendo leva sull'impossibilità del comune di Trani di interrompere un serivio pubblico.

L'argomentazione di Tarantini è semplice. Trani è rimasta volutamente fuori dalla querelle sulla sede legale, sulla prefettura e su altri punti che invece hanno portato ai ferri corti gli altri due co-capoluoghi. La città ha ottenuto quello che era in sintonia con le proprie vocazioni, cercando di rimanere coerente coi principi cardine che ne determinano lo sviluppo economico e senza chiedere più di quanto le spettava di diritto. Ma una provincia non è fatta solo di enti da dividersi e sedi da allocare, ma anche di solidarietà e mutua riconoscenza tra i comuni che ne fanno parte. Invece la decisione di non riconoscere a Trani l'adeguamento delle tariffa sui rifiuti va in senso contrario, denota egoismo e scarco sentimento di unità sociale e territoriale.

Quindi Trani potrebbe non sentirsi più parte della comunità provinciale. Tecnicamente potrebbe anche succedere, potendo Trani vantare una continuità territoriale con la provincia di Bari determinata dal confine con il territorio comunale di Corato. «Per tenere uniti i comuni di una provincia bisogna che tutti siano contenti - taglia corto il sindaco -. Io invece sono profondissimamente deluso; politicamente non sono mai stato favorevole alle province, questa vicenda diminuisce ancora  di più a mia fiducia in questo ente. Questa provincia con noi come interpreti ha davvero il respiro corto».

Nuovo silenzio da parte dell'opposizione e valanga di commenti dei cittadini che sul forum del nostro sito sempre più numerosi commentano le notizie.

C'è un dato interessante su cui vorremmo far riflettere il lettore. Le statistiche degli accessi al nostro sito fanno registrare che le notizie relative alla nuova provincia sono quasi sempre le meno cliccate. Gli accessi registrano un – 70% rispetto alla media. Ma la notizia delle dimissioni dall'Ato e quella sulla possibilità paventata di uscire dalla Bat hannovisto un incremento del 300% e una valanga di commenti sul nostro sito e sulla nostra pagina di facebook, tutti in sintonia con le parole del sindaco. Condivisione anche da parte di cittadini che si dichiarano elettori del centrosinistra, alcuni propongono addirittura un referendum cittadino per chiedere di uscire dalla provincia.

Va precisato che il nostro non è un metodo scientifico, non siamo un'istituto di ricerca statistica, ma sicuramente  è un dato interessante, che conferma l'opinione comune che considera i cittadini tranesi davvero poco soddisfatti di fare parte della nuova provincia.

Arcangelo Rociola


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