Arriviamo in piazza Gradenigo poco dopo l'inizio della prima sfida. La squadra marocchina stava affrontando quella albanese. Entrambe molto valide tecnicamente rincorrevano un pallone che le univa in un gesto che questo pomeriggio è stato un collante perfetto: il gioco del calcio. Alla domanda "Chi vince?" risponde Raimondo Lima, Presidente dell'Asi, l'associazione che ha organizzato: "Sta vincendo Trani, non c'è partita". In questa frase è racchiuso tutto il senso della manifestazione tenutasi in un luogo che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sè per episodi molto meno piacevoli. Ma l'obbiettivo della manifestazione era proprio questo, dare "un calcio al degrado" di una piazza troppo spesso dimenticata, dimostrare che le persone che la vivono, tranesi di origine italiana, araba e balcanica, meritano attenzione e politiche di integrazione. E dimostrare anche che il percorso dell'integrazione è privo di ostacoli se si affronta con intelligenza. I ragazzi dell'Asi ce l'hanno messa tutta e sui loro volti si legge chiara la soddisfazione.
L'ottima riuscita della manifestazione è dimostrata dal numero di persone che si sono concetrate intorno al campo, dagli abbracci a fine partita, dall'area festosa che si respirava e che coinvolgeva tutti, italiani, marocchini albanesi e algerini. Perché ad afforntarsi erano le squadre delle principali comunità cittadine ma il mezzo che le ha fatte incontrare è stata l'organizzazione di un evento fatto da cittadini tranesi di origine italiana per i tutti i cittadini tranesi, di qualunque origine, credo, e cultura.
Per la cronaca, ad aggiudicarsi il triangolare è stata la squadra del Marocco, secondo posto per l'Albania e terzo per l'Algeria. C'è un anno che ci separa dalla prossima partita. Un anno di percorsi di integrazione da affrontare che, se seguiranno questa strada, troveranno una città più coesa, più viva e più piacevole da vivere. (a.r.)
