(a.r.) Ieri sera la sesta provincia è tornata ad essere argomento di Report, la nota trasmissione di Raitre condotta da Milena Gabanelli. Nel 2007 il primo servizio, di ieri l’aggiornamento. Si parla ancora della Bat e basta la pronuncia di quelle tre lettere a darne una giusta misura politica e di senso: “Ma si può chiamare una provincia Bat?” chiosa ironica la Gabanelli come a commentare lo sconcerto di molti cittadini della neonata provincia intervistati, i quali non si nascondono nel mostrare scetticismo, scarso senso d’appartenenza se non schietta indifferenza verso l’ente. In un articolo pubblicato su questo numero in edicola del nostro giornale e consultabile on line ci eravamo posti domande simili a quelle della Gabanelli e di Bernardo Iovene, l’autore del servizio.
Primo dato interessante: la nostra provincia deve la sua esistenza alla Lega nord che, insistendo sulla necessità di crearne una a Monza, ha dovuto trovare accordi con le altre forze politiche. Risultato? Fermo e Bat. Ma no è tutto. Siamo in presenza di un “capolavoro” politico, almeno questo è è il commento ironico di Iovene. Una provincia nata dal sezionamento di quella di Bari e Foggia, che ha comportato più spese e meno risorse per gli enti, l’unica a poter vantare ben tre (litigiosissimi) capoluoghi in Italia.
Le lotte interne alla nuova provincia sono salite dunque agli onori della cronaca nazionale, il programma di Raitre mette in evidenza le affinità (tante) e le divergenze (poche) tra le nuove province. Si tratta sempre di piccole e inutili beghe territoriali, bisogni superflui, poltrone, enti da spartirsi. Ad Ascoli e Fermo come dalle nostre parti. Intervistato anche il sindaco Tarantini, che ha confermato quanto detto nei giorni scorsi, ovvero che avrebbe evitato lotte inutili per enti che non avrebbero apportato nessun ritorno economico o di prestigio alla città.
Ad ogni modo ad uscirne sconfitta è l’intera provincia, caratterizzata da scarsa coe sione (“ferite difficili da rimarginare” le chiama il sindaco di Barletta Maffei) e da uno scarso coinvolgimento di popolo. A chiudere degnamente il servizio un commento di un cittadino di Bisceglie: “Cos’è la Bat? A cosa serve?”.
