(a.r.) Come accennato nell'articolo precedente, quella di stamattina è da considerari un'azione in classico stile situazionista, cioè finalizzata ad ottenere un effetto emotivo (ed estetico) diretto sul pubblico che ne fruisce. Il sutuazionismo è stata una corrente artistica che ha fatto molto parlare di sé soprattutto agli inizi della seconda metà del secolo scorso, che vanta radici nel movimento avanguardista e anarchico e in parte in quello marxista. L'obbiettivo dell'azione dei situazionisti era creare momenti di vita "vera" costruiti mediante l’organizzazione collettiva di un "ambiente unitario e di un gioco di eventi". Insomma, un po' quello che si rivendica nel volantino.
Tuttavia, per quanto critico verso gli istituti di credito, il volantino è apparso tutt'altro che minaccioso, anzi le frasi e le accuse sono apparse poco incisive e piuttosto blande. Chiedere "un nuovo volto" per le banche è un po' come dire: bene che le banche ci siano, ma devono cambiare. Qualcosa di completamente diverso da quanto è avvenuto in Grecia dove le banche sono state assaltate e date alle fiamme e additate come le principali responsabili della crisi economica globale.
Quanto all'opera in sé c'è da dire che i patiboli tecnicamente sono tutti ben fatti, e i nodi scorsoi dei cappi sono assai funzionali, fatti davvero con perizia. Sotto i volantini sono stati apposti strani simboli, dal significato oscuro, alcune immagini caleidoscopiche, altre decisamente meno regolari. Probabilmente immagini random, un po' casuali, le quali sembrano avere finalità più decorative che artistiche o simboliche.
Interessante invece registrare le reazioni. A partire da quelle di un direttore di banca che, affatto turbato dal testo del messaggio, ha pensato che un ragazzo lì vicino tutto preso a fare fotografie al patibolo e al volantino potesse esser stato l'artefice del gesto: "E se fossi venuto a farlo sotto casa tua?" ha chiesto con tono più annoiato che adirato. Diverse invece le reazioni dei passanti. Una signora sulla quarantina ha commentato seccamente "Peccato che chi li ha messi poi non si è impiccato da solo". Altre più pesanti, come quella di tre anziani signori che in coro hanno ripetuto per qualche metro "Devono impiccarli tutti a questi delle banche" e qualche altra meno come quella di una signora che ha urlato "Hanno ragione, ci stanno uccidendo" lamentando l'eccessivo peso delle rate del mutuo.
