La Consulta permanente delle associazioni forensi del tribunale di Trani, al termine del dibattito tenutosi lo scorso 4 giugno, cui hanno partecipato componenti dell’avvocatura e personale amministrativo del Tribunale di Trani, nonché tecnici urbanistici, ha diffuso uno scarno, ma inequivocabile documento finale in cui esprime «il radicale dissenso allo smembramento delle sedi degli edifici giudiziari in direzione periferica rispetto alla attuale collocazione», ed invita pertanto l’amministrazione comunale e la Commissione manutenzione del Tribunale di Trani «ad individuare soluzioni alternative utilizzando al meglio le risorse logistiche esistenti al fine di ritrovare all’interno degli stabili attualmente occupati spazi sufficienti alla più efficiente funzionalità dell’amministrazione della giustizia».
Tali conclusioni sono il frutto non soltanto di una confronto avvenuto in quella data, ma di una posizione che la Consulta ha progressivamente confermato e rafforzato. «Tutte le associazioni forensi aderenti alla Consulta – si legge in un altro documento -, approvato lo scorso 13 maggio, manifestano la propria ferma contrarietà ad un simile trasferimento, che lederebbe innanzitutto il prestigio storico del Tribunale di Trani e la dignità della professione forense. Come affermato dall’avv. Francesco Logrieco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Trani, nella lettera indirizzata al dott. Filippo Bortone, presidente del Tribunale, “il Tribunale di Trani è un tribunale speciale”, la storia giuridica e giudiziaria di Trani ha radici antichissime, ed è pertanto dovere dell’Avvocatura vigilare per tutelare una così illustre storia. Per tali motivi la Consulta ritiene che la riorganizzazione degli Uffici giudiziari del Tribunale di Trani – come da tempo pianificato – debba avvenire all’interno del centro storico, affiancando alle superfici già esistenti, ossia quelle offerte da palazzo Torres e palazzo Candido, quelle di palazzo Carcano, per la cui ristrutturazione sono stati già impiegati ingenti fondi pubblici. Il paventato trasferimento provvisorio della Sezione civile in altra sede non può in alcun modo risolvere i problemi esistenti. Tale trasferimento, anche provvisorio – oltre a comportare un aggravio di costi per la Pubblica amministrazione ed una conseguente dispersione di risorse economiche già alquanto limitate –, esporrebbe l’utenza e gli addetti ai lavori ai notevoli disagi derivanti dal doppio trasferimento delle sedi, con il conseguente rallentamento dell’attività giudiziaria già notoriamente penalizzata dall’enorme carico dei ruoli».
Ma intanto, il progetto di trasferire gran parte degli uffici giudiziari dalle attuali sedi del centro storico ad una lontana da questa, da individuare in un immobile di almeno 4200 metri quadrati, per ospitarvi la sezione civile del tribunale ed il giudice di pace, va avanti. Nelle prossime ore saranno aperte le buste con le offerte per quattro immobili privati da prendere eventualmente in affitto, così come bandito dall’avviso pubblico del 24 agosto 2009.
