Ancora un episodio di scarsa efficienza degli organi provinciali. Questa volta la denuncia arriva dalla Cgil/Flai e dalla Uila che lamentano scarsa attenzione delle istituzioni ai temi da loro sollevati su lavoro nero e sfruttamento della manodopera di origine extracomunitaria. Pesanti le ripercussioni sia economiche che sociali, perpetuate ai danni di una umanità sfruttata e vessata dal caporalato. Nella nota si legge che "Spiace dover rilevare, a tutt'oggi, che le richieste di incontro con il prefetto e l'assessore competente della provincia di Barletta-Andria-Trani sul tema della legalità nelle campagne non si sono ancora concretizzate.
Il prefetto ci ha comunicato che non sono ancora state trasferite al suo "ufficio le competenze amministrative dell'Ufficio territoriale del governo"; l'assessore provinciale competente impegnatosi a risentirci dopo le elezioni regionali, ci fa restare in "attesa di chiamata". La necessità dell'azione di contrasto dell'illegalità, per il rispetto dei diritti, in generale, e nelle campagne in particolare, crediamo sia una priorità per la costruzione di una provincia sana.
Per tale motivo scegliamo di formulare pubblicamente un'ulteriore richiesta d'incontro, anche per l'avvia di campagne di raccolta nel settore ortofrutticolo, nel quale sono impegnati migliaia di operai agricoli d'ogni nazionalità, comunitari e extracomunitari, sfruttati da caporali, senza scrupoli e morale, con pesanti forme di schiavismo che ormai coinvolgono in una spirale perversa anche tanti nostri connazionali e tante imprese aggredite dalla concorrenza sleale.
Era ed è questo il tema del confronto, che ci auguriamo possa presto stabiolisrsi tra le rappresentanze dei lavoratori agricoli e delle istituzioni territoriali e del governo in provincia. La segreteria della Cgil/Flai e Uila"
