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Trani, quel viaggio a Creta da 600 euro per salvaguardare il Mediterraneo

(a.r.) Partiamo da una considerazione. Non c'è niente di male nel fare un bagno a Heraklion (Creta) durante una visita istitituzionale. Durante queste visite ci sono conferenze, discorsi da tenere impegni da rispettare ma anche pause dai lavori, ore da dedicare magari a se stessi. È tempo libero e, in quanto libero, ognuno può impegnarlo come meglio ritiene. Una passeggiata, una visita al palazzo di Knosso o un tuffo in un mare incantevole. È uguale. A qualcuno sarebbe venuto in mente di criticare Tremonti per aver fatto un giro in slitta a Iqualit (Canada) durante il G7? Eppure per andare in Canada Tremonti non ha sfilato il suo bancomat dal portafoglio, questo è certo. Cosa sarebbe accaduto se per caso dopo la trasferta dell'assessore Chiarello in Kosovo fossero circolate foto di lei che passeggia per le strade di Pristina? Niente, nessuna polemica, nessun senso di sperpero di danaro pubblico. 

Invece quelle che la ritraggono rilassata in riva al mare ci hanno turbato, hanno risvegliato un po' l'odio di casta come spesso avviene quando ci rendiamo conto dei privilegi di cui godono gli amministratori. A questo poi aggiungiamo magari che a noi, gente di mare, l'immagine di acque calme e limpide ci attirano un po' di più di quelle slitte trainate da cani infreddoliti per le lande gelide del nord, o magari di quelle del brumoso paesaggio slavo. Un po' di invidia? Ovvio, l'invidia per i privilegiati c'è sempre stata, condita da un redivivo senso di ingiustizia facile a dissiparsi se magari si invertissero le parti. Una contraddizione tutta italiana, pronti a puntare il dito e, all'occorrenza, bravi a far finta di non averne affatto. 

Precisato questo passiamo al punto interessante della questione: il programma della tanto discussa conferenza sulla tutela ambientale. Questo ci permetterà di capire se è solo invidia quella che anima il coro di critici.

È il 29 maggio, i partecipanti al convegno organizzato dall'U.d.a.i. sono chiamati a discutere del futuro ambientale del Mediterraneo. Quale posto migliore se non Creta che ne è un po' il centro geografico? Il tema è serissimo, sull'aereo la tensione deve essersi tagliata a fette. Dopo essere atterrati ad Heraklion (ore 10.45) gli oratori sono stati trasferiti "con pullman granturismo e guide parlanti italiano presso Hotel Nana Beach" potendo così godere della "sistemazione in camera con trattamento all inclusive (pensione completa nel ristorante principale con bevande locali incluse)".

Comincia così la prima giornata dei nostri amministratori che già durante il trasferimento in "pullman granturismo" hanno già potuto cominciare ad elaborare il discorso che avrebbero dovuto tenere il giorno successivo: parole pesanti come massi perché è con quelle parole, lubrificate dal sorseggiare di bevande locali, che si sarebbero decise le sorti ambientali del Mediterraneo. Ma di tempo per riflettere ce ne sarebbe stato in abbondanza (l'argomento, si sa, impone cautela e meditazione) perché il convegno era previsto per il giorno seguente alle 17.00 del 30 maggio, quasi 30 ore dopo l'arrivo. E sarebbe durato il tempo record di 3 ore (si, 3 ore), fino alle 20. 

Tre ore di dibattito durissimo, i cretesi raccontano che le frasi dei convenuti hanno scosso nuovamente le fondamenta del palazzo di Knosso come millenni addietro le scosse il terremoto che dileguò la civiltà Minoica. "Ne va del futuro del Mare Nostrum!" si è sentito urlare fin sulle coste libiche, "Frugalitas, frugalitas!" urlava un altro che non voleva si sperperasse nemmeno un centesimo dei soldi dei contribenti. Ma a conclusione dei lavori i volti fino a poche ore prima tirati degli oratori sono apparsi finalmente distesi, il Mediterraneo era salvo, l'Europa sdraiata da ponente a levante sorrideva soddisfatta.

Il mattino ha l'oro in bocca e a Creta, forse non tutti lo sanno, il mattino dura 72 ore. Questo è il tempo che ha separato la chiusura dei lavori dalla ripartenza per Bari, tre giorni di meritorio giubilo per i risultati ottenuti. Cinque giorni per tre ore di convegno al Nana Beach, con piscina, animazione, impianti sportivi e tutti i confort. Il prezzo? Circa 590€ a persona per un numero imprecisato di persone. Un affare. Ma chi non avrebbe speso una cifra simile per salvare il patrimonio ambientale del Mediterraneo?

Arcangelo Rociola


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