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Cementerie, aspettando Trani da Barletta denunciano: «Qui bruciano plastica e gomma»

Cementerie, storie che s’incrociano. Mentre il consiglio comunale, fra gli altri argomenti selle sedute dei prossimi 16, 18 e 22 giugno, si appresta ad approvare la variante urbanistica che darà il semaforo verde ai Matarrese, più di una volta, proprio nell’assemblea elettiva tranese, si sono uditi autorevoli esponenti della maggioranza, sindaco in testa, accusare i gestori della confinante cementeria di Barletta di bruciare rifiuti nei suoi forni.

La denuncia è stata, però, di carattere generico, senza mai entrare nel merito di che cosa, eventualmente, fosse conferito ai quell’impianto. Peraltro, nel protocollo d’intesa con i Matarrese, si è sottoscritto che la cementeria di Trani “mai” brucerà rifiuti.

Sarà il caso di rafforzare e blindare questo reciproco impegno perché da Barletta, intanto, un comitato di cittadini, rappresentato da Dino Lionetti, parla in maniera diretta di «rifiuti speciali». Ecco, di seguito, il documento, corredato da una serie di firme.

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Ci riguarda.

Incenerire rifiuti è sempre fonte di inquinamento,  anche se l’incenerimento avviene lontano dai centri abitati.

Non osiamo pensare a cosa possa accadere se ciò dovesse avvenire nel tessuto urbano, di fianco a palazzine abitate da ignari cittadini. E se poi a bruciare sono plastiche e gomme e magari anche rifiuti speciali pericolosi ? E non in maniera accidentale? No, piuttosto in maniera sistematica e continua?

Con un regolare permesso, perfino?

Può sembrare impossibile e assurdo addirittura pensarci. Invece accade, anzi vuole accadere con maggior forza.

E’ stata presentata,infatti, una domanda per potenziare un impianto di incenerimento in centro abitato.

Attualmente questa domanda è al vaglio della Provincia nel totale silenzio degli organi di garanzia per la salute dei cittadini.

Dove potranno mai far attuare questa follia?

A Barletta. Presso la Cementeria Buzzi Unicem.

Sì,avete letto bene.

Dall’analisi di alcune carte  depositate presso gli uffici comunali emerge che nel 2008 nei forni della Cementeria di Barletta, di fianco alle case degli abitanti della popolosa cittadina, sono state bruciate già 26666 tonnellate di “plastiche e gomma triturate”. E altri rifiuti si vuole bruciare, perfino rifiuti speciali pericolosi! Dalla combustione di tali sostanze vengono emesse, tra gli altri inquinanti, anche le famigerate diossine e i furani. 

Cancerogeni, sì, inquinanti che fanno ammalare di cancro.

Ovvio. Ci sono state misurazioni, commissionate dalla Buzzi Unicem, sulle attuali emissioni  provenienti dal camino forno alto 98 metri. Le misurazioni sono state fatte a 67,5 metri di altezza dal suolo, in due giorni precisi e ad ore precise. I valori, così ottenuti,  sono risultati nei limiti previsti dalla legge.

Però.

Nella “Valutazione Impatto Ambientale - Sintesi non tecnica  datata 01/03/2010” redatta dalla stessa Buzzi Unicem si legge: “L’esercizio dell’impianto non prevede nessuna interferenza con l’habitat naturale poiché ubicato in zona destinata ad uso industriale”.

Peccato che tutt’intorno  all’impianto “ubicato in zona destinata ad uso industriale” la gente vi abita e respira, distende i panni sul balcone, apre le finestre al mattino presto, all’imbrunire esce sul terrazzino in cerca di frescura, in una parola: vive.

Preoccupata.

Ma anche i cittadini che sono esposti a chilometri di distanza non vivono tranquilli perché gli inquinanti giungono molto lontano dalla fonte emittente e la delocalizzazione degli impianti non è per nulla rassicurante.

Ci chiediamo come sia possibile permettere nel silenzio più assoluto dell’Amministrazione sanitaria e civile l’emissione di inquinanti che si spargono sull’intera città di Barletta e che attraverso il vento vengono spinti anche verso le comunità vicine, oltre che ricadere in mare e sul terreno avvelenando la filiera alimentare.

Protestiamo e chiediamo a gran voce che i diritti dei cittadini vengano rispettati perché, nonostante il fatto che non siamo politici e neppure amministratori pubblici, la qualità di vita e il perseguimento del bene comune, come ha scritto anche Don Milani : “ci riguarda”.

Barletta, 11 giugno 2010   

Per il coordinamento: Chiarello Carmela, Del Mastro Giovanni,  Di Lorenzo Giacomo, Di Giovanni Stefania, Di Leo Angelo, Ferrante Salvatore, Leonetti Dino, Lorusso Michele, Rizzi Angelo, Scatigno Francesco e Zagaria Alessandro

 


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