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Trani in D, le voci dei protagonisti

Flora (presidente). A vincere così c’è più gusto. È stata la conclusione giusta di una stagione vissuta fra mille sacrifici e difficoltà. Ma alla fine l’abbiamo spuntata e dedico la vittoria a Trani, a questi splendidi tifosi ed alla mia famiglia, cui ho sottratto fin troppo tempo. Il futuro? Ho detto al sindaco che se qualcuno si fa avanti, come è stato a Barletta, resterò alla guida del Trani. Entro trenta giorni dobbiamo chiudere: se non arrivo nessuno, lascio, altrimenti sarà un piacere continuare. Un momento in cui non ci ho creduto? No c’è mai stato, e se Fumai non si fosse fatto espellere a Nardò, il campionato lo avremmo chiuso un mese e mezzo fa. Ma con una società, un allenatore ed una squadra così era naturale che alla fine si vincesse lo stesso.

Morisco (direttore sportivo). Ho cercato di fare il meglio per mettere a disposizione del mister la squadra più competitiva possibile, ma il resto del merito è proprio della squadra e del mister, eccezionali. Il futuro? È impossibile che non ci sia nessuno che affianchi il presidente, sono convinto che si possa continuare questo progetto.

Pettinicchio (allenatore). Perché mi sono inchinato ai tifosi? Certo che dovevo farlo, ci hanno seguito dappertutto, li ho chiamati a raccolta e hanno risposto così. La vittoria? È stata la vittoria del cuore, perché dove non arrivano la tattica, i cambi, le gambe, arrivano la voglia, il carattere. E questa squadra ne ha da vendere.

Alessandro (il giovane che a Molfetta ha perso un occhio). I bambini allo stadio sono la cosa più bella che potessi vedere. Sono tornato con piacere al campo e ho gioito con tutta la città. Altri hanno sofferto, io ero sicuro che avremmo vinto. Cosa ho imparato da quella esperienza? Non so, sicuramente ho trovato tanti amici.

Fumai. Ero mezzo infortunato alla vigilia, avrei dovuto saltare la partita, ma non volevo mancare e poi ho fatto anche gol. Alla fine sono uscito e non fa nulla, i miei compagni hanno fatto il resto.

Pisani. Il rigore c’era tutto, su di me c’era fallo tutta la vita. Ma non fatemi dire altro: sono troppo felice.

Genco. Ci tenevo a terminare con una partita così. Non so se rientrerò nei programmi della società, ma una partita così, che ha esaltato lo spirito di questo grande gruppo, me la porterò sempre nel cuore.

Medico. Ci ho messo la testa nell’azione del rigore, ho fatto quel gol a Manduria, mi sono rialzato dopo i malanni, e devo ringraziare mia moglie perché mi ha sempre sostenuto ed oggi sono in serie D soprattutto grazie a lei. Il domani? Le basi per una buona serie D ci sono tutte, e dopo una stagione così si deve andare avanti.

Amato. Non so quanti gavettoni ho fatto negli spogliatoi, ma sono troppo felice. Io e Sabini come Lucio e Samuel? È un complimento enorme che ci fa solo piacere. Ci troviamo a meraviglia e siamo contenti di trasmettere sicurezza ai compagni.

Perina. La gioia per la promozione si spegne un po’ per il mio ritorno a Bari, ma sono felice lo stesso. Il gol di Filicetti? Ha fatto un tiro perfetto, complimenti.

Altieri (comitato pro Trani). La dedica speciale ad Alessandro è d’obbligo per quanto quel ragazzo ha dovuto soffrire. E la sofferenza è stata anche della nostra squadra, che ha scritto un pezzo di storia della città. Adesso speriamo non soltanto che qualcuno si avvicini al presidente, ma che altri non mettano i bastoni fra le ruote del calcio. Oggi correva voce che i ragazzi si fossero venduti la partita, e questo fa male al calcio. Sicuramente il presidente non può andare avanti da solo, ma la città deve remare tutta dalla stessa parte. Stiamo pensando ad una tavola rotonda seria in cui ognuno dica tranquillamente quello che può mettere in campo. Ci piacerebbe che parta un azionariato popolare a sostegno della società.

Giusto (comitato pro Trani). Vincere un campionato nel comitato, a fianco della società, è stupendo, anche se il mio cuore resta sempre da ultrà, fra i quali sono cresciuto amando il calcio ed il Trani. È stato bello condividere con questi ragazzi gioie e delusioni, sofferenze e sacrifici fino a questi interminabili 120 minuti.

Di Micco (comitato pro Trani). Sono felice di nome e di fatto oggi come quando, anni fa, ero fra i soci della Fortis e conquistammo la prima D. Per me è il terzo campionato vinto e la quarta lettera dell’alfabeto del calcio che torna a Trani. Adesso, però, Trani non lasci solo il presidente: tutto va bene per dargli una mano, da un centesimo ad un milione di euro. Il tempo è poco, ma dobbiamo farcela. Noi, come comitato, siamo pronti a triplicare il nostro sostegno, ma serve molto altro.

Sotero (consigliere comunale). La gioia è immensa, io personalmente non ho mai provato emozioni così e me le ricorderò per sempre, ma adesso dobbiamo subito guardare avanti e costruire, mattone per mattone, questa grande casa che si chiama serie D.

Latartara (capitano). Dove non arrivava più il fiato, ci è arrivato il cuore. Oggi abbiamo vinto così, lo volevamo, ci siamo riusciti. Il rigore? Ero sicuro di segnare, anche perché sono uno che si prende sempre le sue responsabilità. Poi sono stato felicissimo per il gol di Visconti, è stato grandissimo. Un momento in cui ho pensato di non raggiungere la serie D? Nei primi quindici minuti di Noto, quando veramente ci hanno messo sotto come nessuno aveva mai fatto. Invece questa volta, nonostante l’1-1 e la stanchezza nei supplementari, ero convinto che il gol sarebbe arrivato: ne sono arrivati addirittura due. Loro volevano portarci ai rigori, ma il mister ha fatto ancora una volta le mosse giuste e noi ci abbiamo messo il cuore per vincere. Il campionato è finito, la favola credo proprio di no: un’atmosfera così è da sogno ed è giusto che Trani continui a viverla.


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