Sul numero scorso abbiamo documentato la cerimonia d’inaugurazione della nuova piazza, Sacra regia udienza, nel centro storico, evidenziandone oltre la bellezza, anche la fruibilità.
L’articolo sembra una anticipazione della nuova conquista ottenuta dalla nostra Trani. Infatti, in questi giorni è stata presentata la decima edizione della Guida Blu, relativa all’anno 2010, e Trani festeggia il decennale passando da una sola vela del 2009 alle due vele del 2010. Un traguardo che rappresenta un passo in avanti nel miglioramento della vivibilità turistica della città in chiave balneare e culturale.
Un miglioramento visibile anche a livello nazionale, dove aumentano ancora le località, ben 14, che conquistano il massimo riconoscimento, le 5 vele, un segno che sono in aumento le amministrazioni che si impegnano ad accrescere la qualità ambientale del loro territorio. E anche in Puglia ci sono località premiate con le cinque vele, infatti oltre a Ostuni e Nardò, premiate già l’anno scorso, quest’anno si è aggiunta Otranto.
Per quanto riguarda Trani, i criteri che tra gli altri hanno influito in maniera positiva al raggiungimento della seconda vele sono stati: “Uso del suolo, degrado del paesaggio, biodiversità, attività turistiche” e “accessibilità alle destinazioni e mobilità locale”. Inoltre in maniera determinante hanno contribuito la nuova pista ciclabile di Via Annibale M. di Francia, l’area pedonale di via San Giorgio e, appunto, la pedonalizzazione di piazza Sacra regia udienza.
Per la Legambiente, il 2010 è un anno di festeggiamenti: infatti il sodalizio compie trent’anni. n questa occasione Pierluigi Colangelo, presidente del circolo di Trani della Legambiente, sottolinea come «l’ambientalismo si misura soprattutto sulla capacità di interpretare il futuro, prefigurando in anticipo le problematiche e le soluzioni. Le campagne della Legambiente, da sempre, sono state caratterizzate da tematiche quali il recupero costiero i chiave naturalistica, la vivibilità delle città, le zone a traffico limitato, la fruibilità dei centri storici, il turismo a basso impatto ambientale».
Tuttavia, l’unica nota negativa che l’Avv. Colangelo pone in risalto è che tutte queste tematiche, quando erano affrontate negli anni Ottanta e Novanta, producevano una levata di scudi sia da parte delle amministrazioni locali che nella azioni di contrasto dei cittadini. Ma a distanza di anni, la Legambiente a Trani comincia a vedere spiragli di luce: qualcosa sta cambiando. Gli amministratori, i cittadini, i commercianti cominciano a invocare l’attuazione di provvedimenti necessari a rivitalizzare in modo ecosostenibile le aree urbane che verrebbero, in caso contrario, soffocate dal traffico e dall’invasione di mezzi inquinanti.
Ci auguriamo che Trani riesca a conquistare altre vele, magari con la pedonalizzazione dell’area portuale o con una maggiore fruibilità “pubblica” e “non privata” della costa.
Chissà, visto che in questo periodo siamo molto bravi con i pronostici, che anche questo si avveri.
Ottavia Digiaro