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De Feudis riconfermato per acclamazione: "Una bella giornata di democrazia"

(a.r.) Sebastiano De Feudis è stato riconfermato coordinatore provinciale dell'Italia dei valori. L'elezione è avvenuta per acclamazione, ma non sono mancati momento di confronto, anche piuttosto aspro, durante il dibattito congressuale. Si tratta del secondo congresso provinciale dell'Idv, ma in realtà è per la prima volta il candidato tranese ha dovuto confrontarsi con un altro candidato, Salvatore Filannino, consigliere comunale di Barletta.

"Ogni congresso è un alto momento di democrazia" ha detto De Feudis "ed è per questo che comunque applaudirò l'intervento dell'altro candidato a ruolo di coordinatore provinciale. L'Idv sta diventando sempre più un partito di rilievo e se nelle ultime provinciali non siamo riusciti ad ottenere buoni risultati è per via di un centrodestra troppo forte e di un centrosinistra troppo diviso". Il brutto ricordo delle passate provinciali non si è ancora assopito, anzi, preme e induce De Feudis a chiosare: "so che correre da soli è una scelta che ci fa partire sconfitti in partenza, so che la strada da affrontare è quella del confronto diretto con le forze del centrosinistra. Se vai solo ti schianti. Da oggi dobbiamo porre le basi per presentarci come alterantiva di governo credibile".

Un discorso di ampio respiro, in cui si sono toccati temi di politica nazionale, si è stigmatizzato l'atteggiamento politico del centrodestra ritenuto troppo poco avvezzo al confronto democratico, sia se a capo della coalizione di governo ci sia Berlusconi piuttosto che Ventola a livello provinciale. "E' una questione culturale" sostiene De Feudis che tuttavia nel suo discorso non nasconde un certo scetticismo verso la nuova provincia, ritenuta troppo distante dalla gente e troppo poco utile alla crescita del territorio. Ed è su questo che punta il dito Filannino, che ha lamentato nel suo intervento una certa incoerenza di De Feudis, che "conosce troppo poco il territorio per poterne comprendere le peculiarità e poter dare direttive politiche. E poi perché da un lato criticare la nuova provincia dall'altro candidarsi a dirigerne i quadri dirigenti del partito? È una contraddizione dalla quale non se ne esce. Bisogna crederci veramente nella nuova provincia, lottare per essa, conoscerne le peculiarità, i problemi, stare con la gente, ascoltarla. Tutto questo fin'ora è mancato".

Lo stesso Filannino però poco dopo ha ritirato la sua candidatura, probabilmente per mancanza oggettiva di numeri per sostenere una votazione, permettendo l'elezione di De Feudis per acclamazione. Espressione comprensibilmente incupita e qualche rimpianto per non aver potuto gestire al meglio la possibilità di rendersi riconoscibile come alternativa al candidato tranese. Alla fine non sono mancate le lamentele e qualche dissapore più o meno manifestato, ma nella vita politica di un partito (di un partito normale per intenderci) non è un'eccezione che ci siano; il congresso è lo snodo delle progettualità future, quelle dell'Idv hanno come parola d'ordine la necessità di ritrovare unità, sia nel partito che nella coalizione di centrosinistra.


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