"In conclusione del mio intervento vorrei fare riferimento alla pista ciclabile in via di costruzione in zona Capirro". E' il consigliere Bartolomeo Maiullari (Idv) a parlare e lo fa durante il consiglio comunale della scorsa settimana. "Bene Presidente, io come molti colleghi consiglieri la domenica mattina vado a correre e devo dire che quella pista ciclabile è troppo stretta, da qualche settimana sono costretto ad andarci da solo". Fremito in sala, qualcuno dai banchi della maggioranza prova a ricordare a Maiullari che le piste ciclabili non sono fatte per fare jogging, ma il consigliere continua indefesso il suo intervento: "E nemmeno le biciclette possono andarci, richiando collisioni disastrose se provenienti da sensi di marcia opposti".
Bene, a noi sta molto a cuore la tenuta (psico) fisica dei nostri rappresentati politici e vorremmo che fossero in grado di assolvere alle loro pratiche ginniche nel migliore dei modi possibili. In effetti è cero che la larghezza delle piste ciclabili varia da zona a zona. E va diminuendo in ordine di realizzazione, probabilmente a causa della tipologia di strada e al numero dei sensi di marcia. Se quella del lungo mare è larga circa tre metri, vantando di ben due corsie da un metro e mezzo l'una, la successiva di via Corato ne misura circa due, mentre la costruenda pista di via Martiri di Palermo scende a circa un metro e mezzo. Troppo poco? Beh, non è il massimo del comfort, ma come testimoniano le foto è abbastanza ampia da permettere a due podisti dalla corporatura media di percorrerla agilmente, sintetizzando così fitness e socialità. E tutto questo a prescindere dal fatto che i consiglieri di maggioranza avevano effettivamente ragione a ricordare a Maiullari che le piste ciclabili non sono fatte per andarci a fare jogging.
