Mimmo de Laurentis si appresta ad annunciare nel consiglio comunale di domani il passaggio ufficiale al Pd, dopo avere preso parte come tesserato al congresso celebratosi nel weekend appena trascorso.
Ma dove e quando approderà Franco Caffarella, consigliere eletto nel centrosinistra (Margherita) ed oggi indipendente dopo essersi affrancato dalla maggioranza cui aveva momentaneamente aderito?
Mentre la maggioranza è alle prese con frizioni interne tutt’altro che secondarie, il futuro politico di uno degli amministratori più navigati del centrosinistra, con breve escursione nel centrodestra, rappresenta in vista delle prossime elezioni amministrative uno degli aspetti politici maggiormente interessanti.
Lo diventa ancora di più alla luce delle dichiarazioni rese nel consiglio comunale del 30 aprile, quello in cui, con i soliti toni pacati ma parole tutt’altro che tenere, Caffarella aveva annunciato il disimpegno da un Pdl in cui credeva ma al quale, a ben guardare, non si è mai iscritto perché, evidentemente, la realtà incontrata è apparsa molto difforme da quella che, magari, gli era stata prospettata.
Non è un caso che il suo intervento si sarebbe dovuto rivolgere al sindaco, assente in quell’occasione, ma le parole sono rimaste e ne rappresentano la profonda delusione per un progetto, quello del Pd, a suo dire a Trani mai decollato. Ecco, di seguito, la sintesi di quell’intervento.
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Avevo posto un problema che non è solo mio, vale a dire la collocazione dei cattolici in politica dopo la crisi dei partiti tradizionali della prima repubblica e dopo la fine della Margherita, la formazione per la quale ho speso la maggior parte del mio tempo politico. A quel problema posto avevo trovato una risposta da parte del signor sindaco e dei colleghi consiglieri di maggioranza. Non rinnego nulla delle scelte fatte due anni or sono e me assumo tutte le responsabilità. Ma dopo due anni è arrivato il momento di tirare una linea e rappresentare, in quest’aula, non altri luoghi, la delusione per questa esperienza portata avanti con grande coerenza e correttezza, ma che probabilmente non ha dato frutti all’altezza delle aspettative. Il Pd non è il partito che ci si aspettava. Probabilmente Pinuccio Tatarella aveva visto bene quando immagina un percorso che andasse oltre il Polo, raccogliendo soggetti senza casacca che vi si potessero identificare per portare le proprie esperienze. Ma tutto questo non l’ho visto a livello cittadino e, quantunque io mi prenda la mia parte di responsabilità, credo che una riflessione più ampia vada fatta anche a più alti livelli. Sono con la coscienza a posto, ho rappresentato e continuerò a rappresentare in quest’assise i cittadini senza tradire il mio mandato. Valuterò i provvedimenti di volta in volta, votandoli favorevolmente se strutturati per il bene comune, difforme qualora ravvisassi criticità importanti.
