Il consigliere comunale Mimmo de Laurentis, neo aderente al Pd, ha introdotto un precedente importante all’interno di un’aula consiliare: ha pubblicamente letto, infatti, la sua situazione patrimoniale al 31 dicembre 2009. «Nel 2009 ho percepito 48956 euro per la mia attività professionale in un ente pubblico, mentre 3200 euro nette dal Comune per la mia attività politico-amministrativa. Dal 2003, nessuno dei componenti il mio nucleo familiare ha comprato o venduto immobili. Tutto questo – ha chiarito de Laurentis - per evitare illazioni da parte di chi afferma siamo entrati nella politica con le pezze al culo e ne usciamo arricchiti : c’è chi può vivere del suo e chi vive di altro. Io faccio parte della prima schiera».
De Laurentis ha ufficialmente chiesto che la sua anagrafe patrimoniale sia diffusa su tutti gli strumenti di diffusione dell’attività della civica amministrazione, obbligo che riguarda sindaco, assessori, consiglieri, dirigenti, cda e dirigenti delle aziende controllate.
Dura la replica del consigliere del Pdl Beppe Corrado: «Non si possono lanciare accuse così pesanti e con toni così volgari all’intero consiglio comunale. Qui nessuno si arricchisce con la politica, sia ben chiaro, e non è ammesso ad alcuno fare apprezzamenti di questo tipo su questioni così delicate».
