Una delle più importanti ex “aree bianche” del vecchio piano regolatore si prepara a cambiare definitivamente volto dopo trent’anni di lunga attesa. Il consiglio comunale ha approvato il Piano urbanistico esecutivo dell’area Lapietra, situata fra via delle Forze armate, via Istria, corso Imbriani e via De Robertis.
Nell’ampio comparto, oltre alla salvaguardia e riqualificazione del capannone del vecchio oleificio e dell’attiguo hangar, sono previste alcune edificazioni per civile abitazione ed uffici direzionali. Il proponente il progetto lascia al Comune parcheggi utili sia ai fruitori degli uffici, sia alla collettività, oltre ad un’area verde di circa 6000 metri quadrati.
Ma nel corso della discussione è emersa la necessità di chiarire meglio alcuni aspetti della convenzione fra la parte pubblica ed il soggetto proponente. Fra i consiglieri che per primi hanno sollevato dubbi, il Pdl Riccardo Gagliardi, che ha prospettato lo scenario di una rapida edificazione delle case e di una procedura a rilento per i servizi. Le altre criticità, mosse dall’opposizione, che ha denunciato soprattutto la carenza di un complessivo piano dei servizi che regoli tutti i Pue, hanno consigliato di sospendere la seduta per esaminare meglio l’intero provvedimento.
Alla ripresa, peraltro, l’ingegnere capo Giuseppe Affatato ha frenato sull’ipotesi di realizzare un crono-programma che disponga sin da ora i tempi delle realizzazioni edili e quelli delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria: «La filosofia dei comparti dei Pue è diversa dalle zone del vecchio Prg e, pertanto, del crono-programma degli interventi si può parlare solo quando viene firmata la convenzione, non oggi. Certamente, in quella sede, si deve porre la condizione che gli interventi siano tutti contestuali».
E questo è stato l’oggetto di un emendamento, presentato proprio dal consigliere Gagliardi, che ha messo nero su bianco sui passaggi del progetto successivi all’approvazione del consiglio comunale. Questa proposta, insieme con un emendamento proposto dalla minoranza su un aspetto più meramente formale della delibera, è stato approvato ad unanimità.
Unanimità che, di conseguenza, si è anche ritrovata sul provvedimento.
