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Operazione «Amarcord», parla il professionista di Trani: «La gente denunci come ho fatto io»

«All’inizio pareva un prestito di poco conto, quasi un gioco. Non avrei mai pensato che da lì il gioco potesse prendere quella piega». Queste sono alcune delle dichiarazioni spontaneamente rese dal professionista tranese dalla cui denuncia è nata operazione “Amarcord”, messa a segno con successo da Procura di Trani e Guardia di finanza di Barletta.

Il professionista, molto conosciuto in città, come del resto la famiglia di cui fa parte, pur protetto da tutte le cautele consigliate per la tutela della privacy di soggetti sottoposti ad usura ed estorsione, afferma in maniera netta e ferma che «tutti dovrebbero avere il coraggio di denunciare che ho avuto io, per uscire dalla spirale in cui con queste storie ci si va a cacciare».

Il racconto del professionista si sofferma, poi, sui particolari del progressivo innalzamento del tiro delle richieste usurarie nei suoi confronti: «All’inizio sembrava che dovessi restituire poco più di quello che normalmente si deve in caso di prestiti, invece le richieste degli strozzini si sono progressivamente allargate e, per fare fronte ai debiti, ho dovuto vendere la collezione di orologi preziosi, alcune opere d’arte e poi persino beni mobili ed immobili».

Ma il vero dramma era quello psicologico: «Dovevo fingere con la mia famiglia che tutto andasse bene, mentre nel frattempo dentro ero devastato da questa situazione che mi stava portando alla disperazione. Pero io non ho ceduto ed alla fine sono stato premiato. Davvero mi auguro che tutti abbiamo la stessa forza di denunciare che ho avuto io».


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