«Noi disabili siamo costretti a combattere battaglie infinite per vedere riconosciuti i nostri diritti, ma allo stesso modo dobbiamo osservare i doveri senza speculare sulla nostra condizione fisica per ottenere ingiusti vantaggi».
Da Roma, il presidente del “Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche”, Giuseppe Trieste, commenta così il caso della telecamera sequestrata ad un disabile di Trani che effettuava riprese nel cortile del palazzo di città in vista della realizzazione del “Tg diverso”.
Le sue sono considerazioni che ribaltano lo scenario ed amplificano i temi del dibattito: «Se quelle riprese non erano consentite per legge – spiega Trieste -, i carabinieri hanno fatto il loro dovere. Sarebbe stato anomalo il contrario, vale a dire consentire al giornalista di continuare a filmare solo perché diversamente abile. Se vogliamo le pari opportunità nei fatti e non a parole, i disabili devono osservare le leggi dello Stato come ogni altro cittadino».
(foto Luciano Zitoli)
