Fu il primo, sostanziale intervento sul mare del sindaco in carica. Correva l’anno di grazia 2004, addì 16 aprile. Con Domenico Miranda assessore ai lavori pubblici, un Pinuccio Tarantini da poco al timone della città intuì che sul litorale Trani era rimasta troppo indietro e, allora, per prima cosa, decise di affrontare di petto l’annosa questione del rudere dell’ex ristorante “Scoglio di Frisio”, facendolo demolire con ordinanza contingibile ed urgente ai fini della pubblica incolumità.
La promessa era di farne un lido attrezzato gratuito, la realtà è stata quella di un mezzo lido gratuito. Di volta in volta, si è dovuto sistemare un nuovo tappeto di piccoli ciotoli, una passerella in mare fu posizionata e poi rimossa perché instabile e quindi pericolosa.
Ma oggi, a distanza di seri anni, pur dando atto che la spiaggia si presenta ancora in condizioni accettabili e si mostra, al primo mattino, ben pulita (ma con due soli cesti portarifiuti), quello che balza all’evidenza è che manca tuttora una rampa per l’accesso dei diversamente abili.
Siamo certi che non si è trattato di una dimenticanza, ma forse di una scelta dettata dall’opportunità di impedire, in questo modo, la discesa dei motorini sulla spiaggia. Basti pensare al modo incivilmente improprio in cui i giovani a bordo di motorini utilizzano la passeggiata pedonale della Baia del pescatore, sfruttando proprio le rampe pro disabili e sfrecciando fra i pedoni che passeggiano.
Tuttavia, troppo spesso le soluzioni preventive ai fini dell’ordine pubblico finiscono con il diventare restrittive per chi ha svantaggi. Giustamente, i lettori notano che il cancello alla seconda spiaggia diventa un muro per i diversamente abili e, allora, anche le scale dello Scoglio di Frisio assumo lo stesso, imbarazzante significato. E allora, dopo sei anni, ci mettiamo una pezza?
