Trani ed il Montenegro studiano un asse vincente fra turismo ed economia. Il primo detta i tempi, la seconda muove gli interessi delle reciproche amministrazioni.
A Trani vi è una delle poche discariche pubbliche dell’intero mezzogiorno, a Podgorica vi l’unica di tutto il Montenegro. Da qui può partire un know how importante verso i Balcani, da lì può tornare energia utile per l’Amet.
Il tramite di questa operazione è l’onorevole Marcello Vernola, già noto conoscitore dei paesi balcanici, fautore di altre “joint venture” pubbliche fra Puglia e Montenegro e, oggi, anello di congiunzione fra Trani e Podgorica. Intanto è già stabile dal 1966 il legame di amicizia e collaborazione fra Bari e la stessa città montenegrina. In altre parole, quello che si profila “è un rafforzamento del legame con la Puglia – ha spiegato Miomir Mugosa, primo cittadino di Podgorica -, e adesso anche la possibilità di affacciarci sulla nuova provincia pugliese”.
Oltre le aziende, però, Trani e Montenegro pensano anche al turismo, quello balneare soprattutto. Le presenze in quel paese si sono quadruplicate in pochi anni, ma mancano i servizi a sostegno. Quella dei rifiuti è una delle piaghe maggiori del Montengro, quantunque a Podgorica si sia avutta l’intuizione di partire con una grande discarica pubblica realizzata da aziende italiane. “Io ed il mio collega di Trani (entrambi medici, ndr) siamo pronti a compiere un percorso comune – ha concluso Mugosa - nell’interesse delle rispettive popolazioni. Ed intanto lo invito già da adesso a stare da noi almeno tre giorni prima intorno al ferragosto”. “Le possibilità di scambi proficui fra le due comunità sono enormi – ha confermato Pinuccio Tarantini -. Ora stiamo ponendo le basi per rendere operativo questo interessante punto di partenza”.
