«Il dottor Carlo Avantario, oltre che un bravo collega, è un gran signore. Lo ringrazio pubblicamente per avere risolto un’emergenza importante». A parlare è il dottor Dario Gisotti, primario del Pronto soccorso dell’ospedale Bisceglie-Trani, all’indomani di un caso che, grazie alla disponibilità del primario di Ginecologia ed ostetricia, si è risolto nel migliore dei modi.
Il fatto è accaduto nei giorni scorsi, ma se ne è avuta notizia solo in queste ore. Al pronto soccorso di Trani, nel turno notturno, erano venuti i meno tutti i medici disponibili in organico. Il reperibile aveva già sostituito un collega in malattia nel pomeriggio e, con lo stesso primario in quei giorni in ferie fuori città, si stava creando di notte un buco senz’alcuna copertura medica. Avantario, che era reperibile presso il reparto di cui è primario, a quel punto ha preferito andare a coprire lui il turno al pronto soccorso per impedire l’interruzione di un pubblico servizio: in ginecologia non vi erano emergenze, al pronto soccorso se ne presentano sempre. Tutto è andato per il verso giusto.
Per prestare l’opera nei presidi di pronto soccorso vi è bisogno di specializzazioni che sulla carta il dottor Avantario non avrebbe, ma lo stesso, oltre l’esperienza, può vantare la carica di dirigente medico del presidio ospedaliero di Trani e, quindi, ha potuto a giusta ragione coprire quella vacanza. Gisotti, a sua volta frettolosamente rientrato a Trani, ha poi a sua volta prestato l’opera nel pronto soccorso del “San Nicola Pellegrino” per alcuni giorni, ma a tutt’oggi resta aperto il problema della carenza dei medici: «La Asl sta facendo di tutto per coprire i buchi – precisa Gisotti -, ma nuovi medici proprio non si trovano, neanche con la chiamata diretta. Forse ne arriverà uno di 51 anni da una struttura privata che ha dovuto chiudere i battenti. In ogni caso quella che si è creata dovrebbe essere una situazione circoscritta e difficilmente ripetibile: riusciremo a garantire il servizio anche in estate, nonostante l’incremento delle urgenze ed i conseguenti sovraccarichi di lavoro in ogni presidio di pronto soccorso».
