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Consiglio Trani, via libera al Piano immobiliare del Comune

Il patrimonio immobiliare del Comune è il primo della serie dei provvedimenti tutti legati, l’uno con l’altro, al bilancio di previsione annuale e pluriennale del Comune. «Ma dovrebbe essere un argomento da trattare completamente a parte – ha precisato il consigliere della Dc Pdl, Dino Marinaro -, perché tantissimi immobili della nostra città presentano problemi irrisolti di lunga data». E Marinaro ha richiesto la demolizione di strutture fatiscenti, fra le quali il rudere di via Di Vittorio: «Una scuola nel quartiere Stadio serve, ma non si può edificare da quello scheletro ormai non più adeguato alle leggi vigenti». Marinaro ha anche chiesto una verifica sui tanti immobili concessi in uso e su quelli in locazione ma per i quali i conduttori sono in netto ritardo con il pagamento dei fitti».

Bartolo Maiullari, dell’Idv, e Fabrizio Ferrante, del Pd, si sono a loro volta soffermati sui fitti attivi del Comune, e «sulle tante strutture per le quali i fitti non vengono pagati da troppo tempo». E hanno lamentato, inoltre, la scomparsa del piano delle alienazioni, che invece erano state approvate in sedute precedenti ed erano state ascritte anche nei bilanci dell’epoca.

Per Mimmo De Laurentis, invece, «non si comprende come “clienti” che hanno immobili adibiti ad attività commerciali non pagano da anni. Ogni tanto ci mandano un acconto e così si soprassiede ad un diritto che ogni padrone di casa avrebbe, quello di sfrattare. Se un cittadino non paga, viene mandato via, se un inquilino del Comune che non paga, il Comune non lo caccia. E allora, sono inquilini normali, oppure sono privilegiati? E nessuno ci dà mai risposte da anni su questo problema, le cui conseguenze ricadono solo sulla città». De Laurentis ha anche accusato l’amministrazione per l’alienazione sistematica di aree che una volta erano destinate a servizi: «È un tradimento del vecchio Prg e temo che non ci si fermi qui. Domani, se nei Pue resteranno aree libere per servizi e questi non si faranno, allora in futuro anche queste potranno essere alienate, e così andremo a mettere cemento sul cemento.

Su questo argomento Corrado ha riconosciuta come costruttiva la critica di De Laurentis: «È giusto che tutti paghino, senza guardare in faccia a nessuno. Non dobbiamo dare ad alcuno la possibilità di pensare che facciamo la politica dei due pesi e delle due misure, dunque è giusto che assessore, dirigenti ed uffici facciano tutte le verifiche e predano le opportune decisioni. Come è necessario vendere, e con urgenza, tutto quello che non è più strumentale alle nostre esigenze, giacché i tagli del governo certamente ci costringeranno anche a ricorrere a queste misure per fare cassa». Corrado ha anche lamentato la presenza di un ordine professionale nella casa natale di via Giovanni Bovio: «Valorizzare non è solo monetizzare, ma anche dare a ciascun immobile la destinazione più consona, e la casa di Bovio deve essere un contenitore culturale, non la sede di un ordine».

Franco Caffarella ha considerato al limite dello scandalo la sottrazione della casa natale di Bovio a fini museali, la mancata utilizzazione del fondaco dei Longobardi, le dimenticanze sugli immobili di largo Francia, la cessione del terreno adiacente a villa Guastamacchia.

Michele di Gregorio, per i Verdi, ha posto in risalto il ritardato pagamento di somme ingenti da parte dei conduttori dei più prestigiosi immobili comunali (per esempio, sulla porzione comunale di un lido pubblico, il municipio vanta crediti ormai oltre i 30mila euro), delle imprese telefoniche che gesticono le relative antenne, nonché la mancata regolarizzazione di una serie di rapporti fra Comune e conduttori di beni pubblici. A tale proposito, il partito ecologista ha proposto con successo una serie di emendamenti che impongono al dirigente anche di convocare apposite commissioni d’indagine sia per il recupero dei crediti, sia per la definizione di situazioni poco chiare come lo stadio comunale e la casa natale di Giovanni Bovio, giusto per fare qualche esempio.

Nel provvedimento si punta sull’incremento del 10 per cento degli indici di fabbricabilità delle aree che il Comune venderà, in modo da renderle più appetibili agli acquirenti. Questo in conformità a quanto previsto dal Pug. Ma qui Riccardo Gagliardi (Pdl) ha annunciato che il suo gruppo (ex An) si opporrà a variazioni di volume (e quindi urbanistiche) relativamente a questa delibera legata al patrimonio. Per questo motivo la maggioranza ha respinto, per coerenza il terzo emendamento di Di Gregorio che, con altri, aveva proposto un emendamento affinché il terreno adiacente villa Guastamacchia non sia alienato, ma destinato esclusivamente a fini socio-ricreativi.

Analogo emendamento è stato presentato, sempre da di Gregorio ed altri, sul terreno adiacente villa Segettaro, dove  hanno sede il Cnr ed il Pineto, ed anche questo è stato respinto a maggioranza con voti favorevoli e contrari anche trasversali.

Una quinta proposta di modifica ha riguardato l’immobile facente parte del complesso della chiesa di San Martino, da destinare a scopi sociali ed aggregativi. Ed in questo caso ha trovato il conforto del voto favorevole anche della maggioranza.

A questo punto, prima di passare alla votazione finale del provvedimento, l’assessore Pappolla ha dovuto chiarire i termini della proposta di incrementare del 10 per cento i volumi: «Siamo sempre nei limiti previsti dal Pug, e peraltro la Regione consente questo tipo di operazione, che noi cogliamo come una grande opportunità».

Ma Riccardo Gagliardi ha ribattuto: «L’indice del 10 per cento non è indicato in delibera, ma è stato comunicato oralmente dall’assessore senza parlarne in maggioranza. Questo potrebbe determinare modifiche al bilancio e di carattere urbanistico. Ed andremmo a coinvolgere altri settori andando in ogni caso a porre in essere una sperequazione fra pubblico e privato, e non mi sembra il caso». Ed alla fine, su proposta del consigliere Lops (Pdl), quel punto della delibera è stato cassato dalla stessa.

Il provvedimento è stato alla fine approvato con 24 sì, 7 contrari 2, astenuti, 8 assenti.


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