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Consiglio Trani, bilancio approvato a larga maggioranza

Nella sua relazione al provvedimento del bilancio preventivo 2010, l’assessore al ramo Nicola Pappolla ha posto in risalto gli aspetti già precedentemente evidenziati in incontri pubblici: la diminuzione delle tasse, gli investimenti del piano delle opere pubbliche. Una manovra definita virtuosa pur nella diminuzione delle entrate, e questo grazie soprattutto al contenimento della spesa.

Ma la rapida presentazione non è piaciuta alla minoranza. Fabrizio Ferrante (Pd) ha rappresentato «il ritardo con cui la manovra viene presentata (siamo a metà dell’anno) e l’assenza del bilancio consuntivo del 2009, che ci impedisce di avere un quadro completo. È un bilancio politicamente misero quanto la relazione di chi l’ha presentato».

Dino Marinaro dichiara di non fidarsi a causa di un parere dei revisori dei conti che induce all’allarme.: «Hanno rilasciato un parere favorevole che è solo numerico, ma nei fatti esprimono una serie di censure che confermano e rafforzano le critiche mosse dai loro predecessori. È un bilancio di sopravvivenza che non dà risposte ai cittadini e non garantisce alcun salto di qualità alla città».

Mimmo Triminì ha ironizzato: «Mi verrebbe da votare favorevolmente per compassione. Ma la verità è che ci sono poste relative al contenzioso assolutamente non coerenti. E poi ci sono somme in ballo fra il Comune e l’Amet che non vengono chiarite neanche dal collegio dei revisori, che giustamente nutre dubbi come tutti noi».

Per Mimmo De Laurentis, «l’aspetto più clamoroso di questo bilancio è che si annuncia la riduzione della spesa ed invece è l’esatto contrario. Non si sono neanche ridotte le auto blu: hanno cambiato il coloro e si affittano. Saranno due anni di spese e feste, perché da ora parte la diffusione di fumo sulla popolazione in vista delle elezioni amministrative del 2012».

Critiche anche da Gigi Riserbato, che ha lamentato la mancata presentazione del rendiconto, il presunto eccessivo tecnicismo della manovra, «forse condizionata dal fatto che il dirigente è a scavalco e viene da un comune difficile come Taranto» e la presunta scarsa lotta all’evasione. Ma questo non gli ha evitato di dichiarare il voto favorevole.

Bartolo Maiullari, nell’unirsi al coro delle critiche sul provvedimento complessivo, nel merito lamenta il presunto aumento della Tarsu in alcuni settori «ed una posta attiva di 170mila euro di pubblicità a fronte di un regolamento comunale che non esiste. Per non parlare di tante opere pubbliche, delle quali non si intravede quale sarà la fonde di finanziamento».

Michele di Gregorio ha chiesto al segretario generale «se sia corretto non allegare i bilanci di Amet e Amiu al provvedimento e se si possono comunque ignorare le quindici pagine del parere molto critico del Collegio dei revisori dei conti. E poi ancora oggi non conosciamo l’importo del contenzioso: non si capisce a quanto ammonta il debito derivante dalle cause».

Dopo le repliche dell’assessore e le controrepliche della minoranza, vi è stata una sospensione (richiesta da de Laurentis) sul problema della mancanza dei rendiconti Amet ed Amiu. Entrambi sono stati forniti per estratto ai consiglieri durante la pausa. De Laurentis, alla ripresa, ha chiesto invano il ritiro del provvedimento. Il bilancio è stato così approvato con 27 voti favorevoli, 7 contrari, 1 astenuto, 6 assenti.


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