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Caso Aqp, Caracciolo (Pd): Il rischio smembramento sede di Trani non è scongiurato"

Torna a tenere banco la questione del possibile smantellamento degli uffici dell'Acquedotto pugliese. Il primo a chiedere chiarimenti sul possibile smembramento degli uffici di Trani dell'Aqp fu nell'aprile scorso il sindaco Tarantini, chiarimenti arrivati dalla stessa società che smentì categoricamente l'ipotesi. Secondo Tarantini gli uffici di Trani avrebbero rischiato il trasferimento di tutte le competenze manageriali presso la sede dell'Ufficio territoriale di Bari, ma l'Aqp fugò ogni dubbio in una nota ufficiale. Questa volta è il consigliere regionale del Partito democratico Filippo Caracciolo a denunciare il possibile smembramento degli uffici. Di seguito la nota del consigliere:

"Mi giunge notizia di un possibile riassetto in seno all’Acquedotto Pugliese, attraverso l’eliminazione e/o ridimensionamento dell’Unità Territoriale della Provincia di Barletta, Andria e Trani, con sede a Trani, ed il relativo trasferimento di tutte le competenze manageriali presso la sede dell’Ufficio Territoriale di Bari. Sulla notizia nutro forti perplessità, poiché il trasferimento del management corrisponde ad un graduale smantellamento della struttura stessa, infatti, è difficile immaginare la sussistenza di un ufficio territoriale senza dirigenti responsabili. Inoltre, tale scelta appare assolutamente inaccettabile ai danni di una sede territoriale, quale quella di Trani, da anni considerata, tra le più efficaci in termini di rendimento del servizio.

Viene proposto un nuovo modello organizzativo, peraltro, a danno di una realtà territoriale, quella di Trani, e quindi, quella della provincia BAT, che è facilmente prevedibile possa portare ad un progressivo ridimensionamento della stessa presenza operativa di AQP nell’intero territorio provinciale e ad un calo di efficienza gestionale nella qualità e tempestività del servizio erogato alle comunità locali: un attività, quale è il servizio idrico integrato, di grande delicatezza che abbisogna di un forte e quotidiano rapporto con territorio ed utenza. In ultimo, non si può non rimarcare che, recentemente, per metodo e tempi utilizzati i vertici aziendali non danno prova di considerazione per la dignità dei lavoratori interessati da processi di ristrutturazione, quasi fosse irrilevante il loro destino.

Sulla questione chiedo, pertanto, l’attenzione, l’appoggio, l’interessamento del Partito Democratico Regionale, ed in particolare, del Gruppo Consiliare alla Regione, per richiedere immediatamente un incontro con i vertici dell’AQP (Amministratore Unico, Ing. Ivo Monteforte, e il Direttore Generale, dott. Massimialiano Bianco), che chiarisca una volta per tutte le linee di intervento che l’Ente intende adottare nella provincia BAT, e che non devono assolutamente tendere al ridimensionamento organizzativo e professionale dell’Unità Periferica di Trani. L’incontro deve trasformarsi in una opportunità di scambio di informazioni utili per un’analisi degli investimenti programmati dall’AQP nella BAT e per sgomberare il campo da ipotesi di ristrutturazione insensate, e puntare, invece, sulla progettazione nell’Unità territoriale di Trani, anche con maggiore impegno e con ulteriori risorse per rispondere alle necessità di miglioramento della rete con adeguati investimenti sia per la gestione e distribuzione dell’acqua potabile che delle fogne e del riutilizzo delle acque reflue.

L’Unità territoriale di Trani, e quindi, della BAT, deve rimanere nella sua interezza di servizi tecnici e amministrativi utili alle Istituzioni, alle imprese ed ai cittadini per assolvere con puntualità alle richieste dell’utenza. Pertanto, auspico, che celermente si sgombri ogni dubbio dalle ipotesi ventilate di svuotamento della Unità Territoriale di Trani, affinché non venga smantellata né ridotta a mera sede operativa, ed invito tutte le Istituzioni della Sesta Provincia a dialogare per coordinare comportamenti politici capaci di evitare il ridimensionamento di un servizio così importante per l’intero territorio provinciale"

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