Settimana intensa sul fronte politico. Due dei principali partiti del centrosinistra sono andati a congresso mentre il Popolo delle libertà di Trani sta cercando proprio in questi giorni l'accordo per la nuova composizione dei quadri dirigenti.
Partito democratico. Consumatosi in poco più di ventiquattro ore, il congresso della sezione dei democratici ha in realtà cominciato a vivere le sue prime fasi nel marzo scorso, con la pubblicazione da parte dei media locali della lettera del gruppo Liberamente democratici, gruppo nato dall’unione della mozione di Franceschini e quella di Marino. Alla lettera sono seguite le reazioni dell'allora gruppo dirigente e del segretario del partito, Gaetano Attivissimo, in un'escalation di botta e risposta che ha animato il dibattito politico nel centrosinistra. In un clima di confronto, nel quale non sono mancati momenti di tensione, si è arrivati al congresso, dove i Liberamente democratici hanno indicato in Alberto Muciaccia (38 anni) il loro candidato. Muciaccia ha chiesto a gran voce un cambio di rotta nella gestione del partito, auspicando un’apertura ad una filosofia politica che parta dal basso e che nel continuo confronto con la propria base possa trovare linfa per la propria azione di gestione del bene comune. Una prospettiva di politica che non ha mancato di far sentire a tratti l'influenza dei toni vendoliani, delle prospettive di innovazione che da anni il Governatore pugliese sta cercando di instillare nella politica italiana.
Dall'altra parte il gruppo della mozione di Bersani ha proposto una via di mezzo tra continuità e innovazione, stigmatizzando le difficoltà che sta attraversando la politica italiana e quella del partito a livello nazionale ma evidenziando quanto di buono è stato fatto in questi primi anni di Pd. Ma, ha sottolineato il consigliere Tommaso Laurora (32 anni), candidato segretario della prima mozione congressuale, “molto si è fatto, e molte battaglie del Pd in consiglio comunale sono poi divenute bandiere dell'intero centrosinistra”. Ma lo stesso Laurora ha chiesto un netto cambio di rotta, dicendosi convinto di voler gettare le basi di un partito capace di coinvolgere la base, e aperto alla discussione interna "autentica linfa vitale della vita politica di un partito" ha detto Laurora. Ma non è tutto: alla riorganizzazione e al rinnovamento della linea politica, Laurora ha affiancato la richiesta di una maggiore coesione interna, di una più disciplinata vita di partito, perché "fughe in avanti e voti contrari non possono più essere ammessi". Forte dell'appoggio del capogruppo al consiglio comunale del Pd Fabrizio Ferrante, oltre che di larga parte del gruppo dirigente uscente, Laurora si è imposto abbondantemente sul suo sfidante. Una sfida tra giovani che pare aver assolto almeno a uno dei punti cardine del congresso, ovvero la necessità di rinnovamento del gruppo dirigente. I due sfidanti si sono detti soddisfatti dei rispettivi risultati e "pronti ad aprire una nuova stagione politica che possa portare il centrosinistra sulle alle dell'entusiasmo verso le elezioni comunali del 2012". Prosit.
Italia dei valori. Sabato scorso invece Sebastiano De Feudis è stato riconfermato coordinatore provinciale dell'Idv. Un'elezione avvenuta per acclamazione, ma non sono mancati momento di confronto, anche piuttosto aspro, durante il dibattito congressuale. Il candidato tranese ha dovuto confrontarsi con Salvatore Filannino, consigliere comunale di Barletta e unico sfidante al ruolo di coordinatore. Un confronto tra i due che comincia sulle corde della sportività, con De Feudis a sottolineare come "Ogni congresso è un momento di democrazia ed è per questo che comunque applaudirò l'intervento dell'altro candidato a ruolo di coordinatore provinciale. L'Idv sta diventando un partito di rilievo e se nelle ultime provinciali non siamo riusciti ad ottenere buoni risultati è per via di un centrodestra troppo forte e di un centrosinistra troppo diviso". Il brutto ricordo delle passate provinciali non si è ancora assopito, anzi, preme e induce De Feudis a chiosare: "so che correre da soli è una scelta che ci fa partire sconfitti in partenza, so che la strada da affrontare è quella del confronto diretto con le forze del centrosinistra. Se vai solo ti schianti". De Feudis ha inoltre biasimato l'atteggiamento politico del centrodestra, ritenuto troppo poco avvezzo al confronto democratico, sia se a capo della coalizione di governo ci sia Berlusconi piuttosto che Ventola a livello provinciale. "E' una questione culturale" sostiene De Feudis che tuttavia nel suo discorso non nasconde un certo scetticismo verso la nuova provincia, ritenuta allo stato attuale troppo distante dalla gente e troppo poco utile alla crescita del territorio. Ed è su questo che ha puntato il dito Filannino, il quale ha lamentato nel suo intervento una certa incoerenza di De Feudis, che "conosce troppo poco il territorio per poterne comprendere le peculiarità e poter dare direttive politiche. E poi perché da un lato criticare la nuova provincia dall'altro candidarsi a dirigerne i quadri dirigenti del partito? È una contraddizione dalla quale non se ne esce. Bisogna crederci veramente nella nuova provincia, lottare per essa, conoscerne le peculiarità, i problemi, stare con la gente, ascoltarla. Tutto questo fin'ora è mancato". Lo stesso Filannino però poco dopo ha ritirato la sua candidatura, probabilmente per mancanza oggettiva di numeri per sostenere una votazione, permettendo l'elezione di De Feudis per acclamazione.
Popolo delle libertà. Ancora grande incertezza sui nomi dei futuri dirigenti del principale partito del centrodestra cittadino. Negli incontri tenutisi nei giorni scorsi dal gruppo consiliare si sarebbe dovuto decidere la nuova struttura del coordinamento cittadino del partito e quali le nuove nomine dei capigruppo. Da stabilire sarebbe dunque l'intero organigramma dirigenziale. Ma fino ad ora non è riuscita la mediazione tra gli schieramenti in campo, che hanno cominciato a delinearsi dopo il “caso Savino” seguito alle elezioni regionali e la clamorosa lite Gagliardi-Di Marzio in consiglio comunale. Senza dimenticare le astensioni di consiglieri come gli stessi Di Marzio, Savino e Troysi sulle mozioni di personaggi non meno autorevoli della maggioranza come Corrado. Una situazione di incertezza che non ha evitato di avere ripercussioni anche su altro. Infatti, se da un lato si è approvato il bilancio, dall’altro ancora non si è riusciti a discutere della questione Elgasud.
Le indiscrezioni danno Beppe Corrado nuovo coordinatore cittadino e Francesco Capone suo vice, mentre in consiglio spetterebbe a Riccardo Gagliardi la nomina di capigruppo consigliare e Giuseppe De Simone vice. Ma nulla è deciso e non è escluso il ricorso al coordinatore regionale del partito, sen. Francesco Amoroso, il quale avrebbe il compito di mediare tra i gruppi in mancanza di un documento condiviso.