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Amet-Elgasud, Ferrante (Pd): «Il conflitto d'interessi c'è e vi spiego perché»

Gentile Sindaco, Le replico volentieri, visto che ha deciso di rispondermi. Innanzi tutto, non è la prima volta che a seguito di un mio intervento Lei si rivolge ad un avvocato per un parere; sono contento se La stimolo in questo senso, anche perché sempre sulla questione Elgasud, il legale al quale si rivolse una prima volta, diede conferma della bontà di quanto andassi allora sostenendo (ovvero la necessità del vaglio del Consiglio Comunale sull’operazione della cessione del ramo d’azienda).

Spero solo che i costi di questi pareri non siano a carico della collettività, visto che può avvalersi della collaborazione di validissimi colleghi presenti in Giunta.

Per Amgas spa ed Amgas srl l’uscita di scena è stata decretata con la delibera di consiglio comunale di Bari del 7/01/10. Poi, sui tempi e le modalità, Lei lo sa che è altra storia, né le stesse però potrebbero discostarsi da un atto di indirizzo del socio pubblico. Quindi se Amet  resterà sola in Pugliaenergy avrà il 100% di niente, che è sempre niente. Non si è mai posto il problema di comprendere il perché tutti scappano da un’operazione che Lei definisce vantaggiosa?

Ma veniamo al dunque. Mi sono rivolto a me stesso e mi sono dato queste risposte. Chiariamoci subito: un conflitto di interessi non è di per sé un qualcosa di illegale.

Esistono diversi tipi di conflitto di interesse, alcuni dei quali tipizzati e pertanto riconducibili ad alcune fattispecie codificate (ad esempio l’articolo 51 del Codice di procedura civile), che disciplina i casi in cui sussiste obbligo di astensione per un giudice, cui Lei fa riferimento). Questo però a mio avviso può essere inquadrato nei casi di conflitto che riguardano gli amministratori di società (articolo 2391 del Codice civile).

Ciò posto, Suo cognato in Pugliaenergy non l’ho nominato io, ma l’allora presidente di Amet Spa in quanto azionista della stessa Pugliaenergy. Come avrà notato, non mi sono soffermato per un solo istante sul fatto che tale incarico sia “aggratis”, come Lei dice, in quanto non è questo l’oggetto da dirimere, anche se Lei ha provato a dare alla questione questo taglio in quanto sapeva di poterne uscire vincente. Ma, ripeto, non è questo il problema.

L’operazione Elgasud è una operazione in cui io, ma non solo io, stento a trovare vantaggi  convincenti per l’Amet spa. Ma diciamo per assurdo che è una operazione in cui ci saranno vantaggi per tutte le parti in causa ed allora ognuna delle società “spingerà”, come è normale che sia, per favorire le proprie posizioni. Quindi Pugliaenergy  ed Amet  partono da situazioni astrattamente contrapposte a meno che non si riconosca ad una delle due società finalità di beneficenza.

Le posizioni delle società, anche se una è partecipata dall’altra, sono diverse: infatti per l’Amet il consiglio comunale di Trani deve valutare se l’operazione conviene (e non l’ha ancora fatto, visto che in consiglio la Sua maggioranza ha chiesto il rinvio, probabilmente perché le idee non erano ancora chiare o schiarite); per Pugliaenergy il problema non si pone neanche, visto che ha ragion d’essere proprio per l’operazione Elgasud.

Il membro del Cda di Pugliaenergy, Suo cognato, si troverà a gestire, nel caso specifico, due interessi potenzialmente in conflitto: da una parte dovrà dar conto del mandato fiduciario ricevuto da Amet, e quindi da Lei, dall’altro difendere l’esistenza in vita di Pugliaenergy. V’è nel caso di specie, sempre a mio modestissimo avviso, un conflitto diretto per suo cognato e diciamo derivato per Lei che ha dato il là, come Lei stesso ha affermato, alla sua nomina in Pugliaenergy.

La situazione di conflitto è situazione di pericolo, che si presenta nel momento che precede la decisione. Alla fine il problema resta e resta tutto.

Problema che ho il dovere di pormi e di porLe.

Fabrizio Ferrante

Capogruppo Pd

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