Mette la freccia e se ne va. La questione sanitaria scotta più delle ex municipalizzate e di Elgasud e, così, il presidente Giuseppe Di Marzio potrebbe convocare a breve un consiglio comunale monotematico perché l’assemblea elettiva assuma una posizione ferma e congiunta sul caso della chiusura estiva di Ortopedia. «Penso di poter parlare a nome dell’intero consiglio comunale – esordisce Di Marzio -, da sempre molto sensibile alle problematiche della sanità. Noi abbiamo già sopportato notevoli sacrifici per tenere aperti reparti con organici veramente deficitarii. Per questo non possiamo accettare che oggi si chiuda un reparto, che sta lavorando in condizioni ottimali, solo per mettere le pezze altrove. Se l’Asl portasse avanti il progetto, il consiglio si fa».
Ancora oggi il reparto di Ortopedia è aperto, ma solo per dimettere i pazienti attualmente ricoverati. Il blocco dei ricoveri è già in atto e, ben presto, il reparto chiuderà fino a fine agosto, come da ordine di servizio del direttore sanitario dell’Asl Bat, Franco Polemio, emanato lo scorso 5 luglio con «decorso immediato».
Dei quattro medici in servizio a Trani, uno andrà a Bisceglie, un altro a Barletta ed un terzo ad Andria. Il quarto, dichiarato «inidoneo a garantire le reperibilità», resta a disposizione della direzione di struttura. I medici di Trani hanno comunicato la disponibilità ad assicurare dieci reperibilità mensili al “Bonomo” di Andria, l’ospedale più in crisi, ma nulla.
E Di Marzio attacca anche sui soccorsi «La nota dispone che i pazienti con traumi vengano rattoppati a Trani e poi trasferiti a Bisceglie, Barletta, Andria e Canosa. È assurdo il sacrificio di un reparto tranese, pienamente funzionante ed autosufficiente, in favore di altri che in questo momento soffrono di carenze. Non possiamo sacrificarci sempre noi».
