Tutto lasciava pensare che si fosse arrivati ad un clima più disteso, con il gruppo di operai dell'ex Franzoni pronti a smontare la tenda di piazza della Repubblica sentendosi sufficientemente garantiti dall'accordo tra il comune di Trani e Vincenzo Matarrese, accordo in base al quale si sarebbe garantita una quota di assunzioni per gli ex operai della filatura di Trani nel costruendo cementificio.
Bene, dopo 4 mesi la tenda è stata smontata, il presidio è stato abbandonato, ma a meno di ventiquattrore siamo davanti ad una nuova clamorosa protesta degli operai dell'ex Franzoni. Alle prime luci dell'alba sono nuovamente saliti sul campanile della chiesa di San Giuseppe, teatro di una protesta analoga dello stesso gruppo nei mesi scorsi.
Gli operai chiedono l'immediata convocazione di un tavolo tra le parti, tale da coinvolgere istituzioni, azienda e sindacati al fine di trovare una soluzione ad una situazione di stallo che dura oramai da due anni e che a breve sarà ad un drammatico punto di svolta.
Il 31 di luglio scadrà infatti la mobilità degli operai, saranno ufficialmente iscritti nelle liste di disoccupazione, perdendo l'aiuto della cassa integrazione. Questo è il motivo che ha portato un gruppo di operai della Uilta-Uil e della Filctem-Cgil a salire sul campanile. Il tavolo delle parti è stato convocato per mercoledì 21 luglio grazie alla mediazione dell'assessore regionale al lavoro Elena Gentile, presente questa mattina a Trani. L'assessore ha rassicurato i lavoratori senza risparmiarsi stoccate al veleno a quegli imprenditori del nord che hanno visto nella nostra regione una terra di conquista sfruttandone le risorse economiche e lavorative.
L'auspicio è che l'azienda revochi i licenziamenti e rilanci un piano industriale tale da garantire un nuovo futuro all'oramai ex filatura di Trani. Si dovrà attendere ancora qualche giorno per sapere cosa sarà del futuro delle 150 famiglie tranesi. (In foto l'assessore Gentile e il segretario Uilta-Uil Mesaroli)
