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Cementeria Trani, anche Laghi contro Tarantini: "La scienza ha dimostrato la pericolosità delle emissioni"

Non smette di suscitare nuovi argomenti di dibattito la costruzione della cementeria dei Matarrese a Puro Vecchio. Dopo l'acceso botta e risposta tra il dott. Dino Leonetti e il sindaco Tarantini, nuovo intervento a sostegno dei contrari alla sua costruzione. Questa volta è il dott. Ferdinando Laghi, dell’ISDE (International Society of Doctors for the Environment,Associazione internazionale di medici per l’ambiente), che prende le difese del collega Leonetti e accusa il Tarantini di non tenere in dovuta considerazione i fattori inquinanti e i danni alla salute dei cittadini che le emissioni del cementificio causeranno.

"Dopo essere stato di recente, assai piacevolmente a Barletta, ospite assieme all’amico Rossano Ercolini nella serata inaugurale de “L’Altro Forum dell’ Energia” –una bella serata di informazione e democrazia partecipata-, ho ricevuto dagli amici pugliesi una mail riguardante il dibattito sul nuovo cementificio che si vorrebbe costruire a Trani. Conteneva una lettera aperta del collega Dino Leonetti, oncologo e medico di famiglia, al sindaco di Trani –a sua volta medico-, Giuseppe Tarantini ed un intervento che quest’ ultimo avrebbe fatto in Consiglio comunale.

Non entro, ovviamente, negli aspetti amministrativi, che pure qualche domanda la pongono, relativi agli interventi di sostanziale modifica della destinazione dell’area, da agricola ad industriale. Mi sento invece di proporre qualche sintetica considerazione sugli aspetti tecnici e sanitari che caratterizzano l’operazione, anche alla luce di alcune sorprendenti dichiarazioni attribuite al sindaco Tarantini, non solo in quanto tale, ma soprattutto in quanto Medico. Dichiarazioni che, seppur efficacemente confutate dalle argomentazioni del collega Leonetti, meritano, a mio avviso, di essere riprese. Una corretta informazione, specie quella riguardante la salute dei cittadini, di cui il Sindaco è istituzionalmente primo responsabile e garante, è infatti dovere di ogni buon amministratore e diritto fondamentale di ogni cittadino.

Il sindaco Tarantini si duole che si parli ai cittadini “facendo leva sui temi della salute” in quanto “troppo facile”e che lo si faccia“nel breve termine”. Vorrei far rilevare che la salute è bene primario e preziosissimo, come ancor meglio sa chi, purtroppo, la perde, transitoriamente o talvolta definitivamente, e dunque trattare i temi che la salute riguardano è non solo lecito ma doveroso. E dovrebbe esserlo doppiamente per Amministratori e Medici che, seppur in ambiti diversi, con le loro scelte e decisioni condizionano lo stato di salute dei cittadini.

"Anche sul “breve termine” ci sarebbe molto da dire, atteso che il degrado ambientale purtroppo agisce per tempi assai prolungati. Il Sindaco si dice favorevole ai termovalorizzatori, quelli “moderni”, si badi bene, ma contrario all’incenerimento dei rifiuti nelle cementerie “adattate”, fatto questo che sarebbe stato anche sottoscritto in un protocollo di intesa per il titolare del nuovo cementificio. A tal proposito è tuttavia lecito sottolineare – e lo ha già fatto il collega Leonetti- che un protocollo di intesa non è certo un atto definitivamente vincolante, anche alla luce della banale considerazione che non si comprende perché un Imprenditore che ha come fine, legittimamente, il guadagno non debba preferire un combustibile gratuito o per il quale potrebbe incassare addirittura incentivi –parlo appunto dei rifiuti- ad uno convenzionale, che ha invece costi elevati. Non casualmente quello dell’incenerimento dei rifiuti (di ogni genere, da quelli urbani, ai pneumatici esausti, alle farine animali origine del contagio della cosiddetta “mucca pazza”) nei cementifici è pratica non nuova né occasionale.

La tranquillità del Sindaco Tarantini, riguardo le emissioni dei “moderni” inceneritori, nonché la sua curiosa affermazione sul fatto che “su tutta la nanopatologia non vi sono articoli su tutte le riviste scientifiche più accreditate” appaiono assolutamente non condivisibili, in quanto confutate da evidenze scientifiche inattaccabili. Che il particolato rappresenti l’elemento più pericoloso dell’inquinamento aereo è sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in un report del 2002 – riferito a dati dell’anno 2000- stima in tre milioni (!) all’anno le morti causate dall’”air pollution”. E riviste scientifiche, tra le più accreditate del panorama internazionale (Stroke, New England Journal of Medicine, Lancet, Journal of thrombosis and haemostasis, ecc.), hanno pubblicato molti studi che evidenziano come l’esposizione all’inquinamento aereo e al particolato fine ed ultrafine (le “nanopolveri” di diametro inferiore a 2,5 micron) sia dannoso per la salute, determinando malattie gravi e mortali a carico soprattutto dell’apparato respiratorio (bronchiti, enfisema, allergie, asma, neoplasie) e cardio-vascolare (in particolare, trombosi, ictus cerebrali ed infarti). Tanto da spingere illustri esponenti della classe medica nazionale ed internazionale (uno per tutti, l’oncologo francese Belpomme) e Organizzazioni di categoria dei Medici stessi (vedi in proposito la ferma presa di posizione della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici dell'Emilia Romagna) a chiedere di rivalutare il processo di incenerimento dei rifiuti, a vantaggio di pratiche, già ampiamente utilizzate, che sono più economiche, più efficaci e meno rischiose per la salute.

I “moderni” inceneritori, poi, immettono inevitabilmente nell’ ambiente prodotti tossici e cancerogeni attraverso le ceneri di combustione (pari al 25-30% del totale) e le ceneri “volanti”. Nessun filtro attualmente in commercio è in grado di intercettare la componente ultrafine del particolato, che è anche quella più nociva all’organismo. Senza contare poi le diossine, i furani e le migliaia di sostanze sconosciute derivanti dalle combinazioni tra i diversi materiali di volta in volta inceneriti.

Detto questo, anche accettare posti di lavoro, sacrificando la qualità ambientale ed elevando inevitabilmente i rischi per la salute dei cittadini può essere una scelta. Ma chi la compie deve assumersene la responsabilità e la cittadinanza deve esserne correttamente informata. So bene che, in Puglia come in Calabria, il miraggio dei posti di lavoro (ho detto miraggio, ma forse bisognerebbe dire ricatto occupazionale) è una forte tentazione, ma ritengo che la nostra terra abbia ben altre potenzialità, che possono unire il lavoro al rispetto dell’ambiente e quindi alla tutela della salute. E che solo politiche di sviluppo miopi e inadeguate non riescano a coniugare questi aspetti del tutto compatibili, ed anzi complementari, tra loro".

 

 

 

 

 

 

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