È proprio vero che il “disagio mette a disagio”, come recita lo slogan de “Il giullare”. Il festival nazionale di teatro per disabili ieri sera ha regalato a chi ha avuto la fortuna di essere presente al centro Jobel una pagina memorabile di «scomode» emozioni.
Ce le hanno regalate gli attori sordi dell’Ens di Bari con la loro “La valigia ritrovata”, un lavoro teatrale di Michele Caiati che narra la storia di un bambino abbandonato dai genitori in una valigia perché sordo. Viene raccolto da Don Matteo e cresciuto con amore e tanti problemi, perché il frate vorrebbe istruirlo ed invece non riesce a comunicare con lui. Poi, come d’incanto, quando il bambino gli mostra la luna, gli si rivela il linguaggio dei segni e tutto cambia. Ma il piccolo, crescendo, si chiede legittimamente chi siano i suoi genitori e crede erroneamente che Don Matteo lo abbia sottratto allo loro custodia. Invece, una lettera lasciata nella valigia dimostra l’esatto contrario ed il giovane entra in uno di stato di crisi interiore, al punto che il caso lo pone di nuovo incontro ai suoi genitori, ma lui li ignora. Salvo ritrovare la pace soltanto quando abbraccia se stesso da piccolo, accettando quindi la sua effettiva condizione di bambino abbandonato dagli uomini, ma salvato da Dio.
Grandissimo pezzo teatrale, interpretato tutto da sordi, compresi tre percussionisti che con i loro suoni hanno riempito silenzi che, però, parlavano e trasmettevano emozioni più di mille parole. Ed a fine spettacolo, inquietante ed eccitante allo stesso tempo, il silenzio del pubblico che applaudiva non battendo le mani, ma vibrandole al cielo come richiesto nel linguaggio Lis per quel gesto: nessun suono, ma una stupenda immagine ed una incredibile vibrazione comune.
E questa sera, terzo spettacolo de “Il giullare” al centro Jobel, in via Di Vittorio, a cura dell’associazione “Promozione sociale e solidarietà”. Va in scena “Psicosi multipla”, realizzato dall’associazione “Alla salute”, di Foggia.
