Cade per strada, un’auto in transito la sfiora, gran spavento. Poi si rialza e punta dritto verso la biblioteca comunale, dove qualcuno le ha detto che da lì a poco sarebbe arrivato il sindaco per presentare l’Estate tranese.
Ma lei arriva ben prima del primo cittadino e, accecata dall’ira, entra in sala e trova solo giornalisti. Insieme con l’organizzatore di una manifestazione dell’Estate tranese. «Scusate, chi è il sindaco di voi?». E proprio quel cittadino, scherzando sui suoi capelli bianchi di tarantiniana memoria, le risponde. «Sono io».
Apriti cielo, da quel momento partono una serie di insulti ed improperi di ogni tipo al presunto sindaco ed ai giornalisti, tutti scambiati come minimo per assessori. E la donna racconta la sua ultima disavventura, quante altre volte è caduta a causa delle buche e quanto sognerebbe che una mano dall’alto faccia giustizia di questo scempio. Quando giunge a vaticinare un diluvio universale che porti via con sé Trani e chi l’amministra, viene raggiunta da un agente di polizia municipale e da un impiegato del Comune che provano a calmarla: effetto contrario, tanto che la donna alla fine si sente male ed in ospedale, dopo che l’auto l’aveva fortunatamente scansata, ci finisce lo stesso per un malore dopo essere stata presa in consegna dal 118.
Nel frattempo si materializza in sala anche il giostraio Piero Lestinigi, per esprimere solidarietà alla donna e bacchettare noi giornalisti che siamo lì nell’attesa di una conferenza stampa ed a lui sembriamo tanti scolaretti nell’attesa della lezioncina del maestro: qualcuno non reagisce alla provocazione, altri sì, poi passa qualche lungo minuto, arriva il sindaco, il cittadino prova a rientrare in sala ed invece viene allontanato: non autorizzato e neanche invitato.
A prescindere, una brutta pagina.
