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Centro diurno mentale di Trani, le famiglie sul piede di guerra

La situazione è diventata critica, l'annullamento del servizio diurno fruibile presso il Centro Jobel ha messo in difficoltà le tante famiglie che non riescono a seguire i propri cari (la foto ne mostra alcuni sul palcoscenico de «Il giullare») con le dovute attenzioni professionali. I casi di grave disagio mentale hanno bisogno di determinate cure e momenti ludico educativi che le famiglie da sole difficilmente possono offrire. Gli operatori del Centro Jobel da circa 5 anni seguivano diversi ragazzi che ora versano in uno stato di totale abbandono. Noi ne avevamo già parlato attraverso le parole di denuncia di don Mimmo de Toma, ora ecco la lettera scritta dalle famiglie degli ospiti del Centro Jobel, inviata al direttore generale della Asl.

«A causa della sospensione del “Servizio diurno” del Centro Jôbêl di Trani, comunicata alle famiglie dal Dirigente del Centro di Salute Mentale di Trani-Bisceglie, in un incontro lo scorso 8 luglio, le stesse che hanno all’interno del proprio nucleo persone con gravi problemi di disagio mentale e che frequentavano il centro di cui sopra da circa 5 anni, sono attualmente in situazioni di abbandono totale. Nei numerosi incontri e richieste di chiarimento avuti con il Centro di Salute Mentale le uniche soluzioni offerteci sono state il ricovero ospedaliero, la nuova formulazione delle singole terapie farmacologiche o la sistemazione in strutture riabilitative convenzionali.

I nostri familiari presso il Centro Jôbêl avevano riscontrato enormi miglioramenti, grazie alla disponibilità, professionalità del personale operante nel centro anche e soprattutto perché li era garantito l’inserimento sociale effettivo, non solo con le dovute terapie, ma soprattutto con la collaborazione degli operatori a livello umano, creando così un’atmosfera di familiarità che assicurava sia agli interessati che alle famiglie un’assistenza sempre costante.

A fronte di tutto ciò le famiglie hanno riscontrato in pochissimi giorni i sottoelencati problemi: forte abbandono da parte del servizio sanitario; richiesta di ricoveri frequenti (problema che si era notevolmente ridimensionato e a volte totalmente annullato grazie alla frequenza al centro); peggioramento dell’autonomia, della cura della propria persona, ritorno di psicosi e deliri compresi anche quelli di suicidio; tutte le altre problematiche derivanti dai vari stati depressivi. 

Pertanto le chiediamo la possibilità di offrirci delle spiegazioni che giustifichino questa situazione valutando l’ipotesi di poter riavviare con urgenza le attività del Centro Jôbêl di Trani, struttura che fino ad oggi aveva permesso ai nostri cari e a noi di vivere una situazione di benessere e equilibrio. Per ogni eventuale Sua gentile comunicazione restiamo a disposizione considerato che i nostri contatti sono presso il Centro di Salute Mentale di Trani.

In attesa di una sollecita risposta cogliamo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.»


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