Sotto le stelle e sotto qualche nuvola che di minaccioso aveva ben poco si è svolta ancora una volta l'edizione di Calici di Stelle. Alle ore 21 la manifestazione ha avuto il via dallo spettacolo in piazza Duomo della compagnia U'Munacidde che ha dato vita ad una rivisitazione di Trani a go go, famosa canzone di Giorgio Gaber che richiama le taverne degli anni sessanta.
Sul palco ad inizio festa c'erano con gli organizzatori e la presentatrice, il vice sindaco Giorgia Presen Cicolani, l'assessore all'agricoltura Nicola Lapi e l'assessore Michele Scagliarini. Una festa del vino in piena regola durante la quale Catullo avrebbe cantato all'acqua di allontanarsi per rovinare il vino, di andare a rovinarlo tra gli astemi.
Da piazza Duomo partivano fiumi di persone verso le cantine delle terre di Federico o verso quelle della Murgia. Verso la mezzanotte era già difficile reperire i calici data la grandissima affluenza. Stimate più o meno 50.000 persone presenti alla manifestazione. Organizzazione perfetta e come sempre perfettibile, grazie anche alla possibilità offerta a chi proveniva dai paesi limitrofi di partecipare alla manifestazione e tornare a casa con i bus navetta.
Tanti i momenti di svago presenti in vari punti del percorso, spettacoli che si sono ripetuti per tutta la serata: ballerini di lenti per i palati vellutati, danzatori di tarante per chi aveva il sangue che ribolliva e musicisti per tutti i gusti. Apprezzati oltremodo anche i prodotti da forno locali accompagnati dall'olio extra vergine d'oliva delle terre di Puglia.
Unico neo della manifestazione è stata la "puzza di formaggio" che hanno inalato i forestieri, puzza che per i tranesi è più famosa sotto il nome di "puzza di ossa bruciate". Ancora una volta l'olezzo molesto ha rovinato una manifestazione che avrebbe meritato di essere vissuta senza interdizioni. Grande organizzazione anche da parte della Polizia Municipale, la Polizia di Stato, i Carabinieri che hanno mantenuto in maniera pregevole l'ordine pubblico.
Calici di stelle si conferma una buona attrazione turistica e dona a Trani la lucentezza di cui ha bisogno, fosse pure che per raggiungere questo fine ci si debba scottare con il fuoco di Bacco.
(d.d.)
