Il consigliere regionale del Partito Democratico, Ruggiero Mennea, interviene sulla probabilità di trasferimento di dieci unità lavorative da Trani alla sede di Bari. Mennea chiede all'amministratore unico di Acquedotto pugliese, Ivo Monteforte, e a Massimiliano Bianco, direttore generale, di fare luce sulle motivazioni alla base di questo riassetto organizzativo paventato e sulle conseguenze che questo potrebbe avere in termini di depotenziamento del presidio tranese.
“Ci risiamo, nonostante le tante rassicurazioni dei vertici dell’Acquedotto pugliese che si susseguono da mesi, oggi veniamo a conoscenza del fatto che, a seguito di un’ottimizzazione organizzativa, dieci o dodici dipendenti che lavorano presso la sede dell’Aqp di Trani saranno trasferiti a Bari.
Malgrado l’amministratore unico e il direttore generale abbiano scongiurato l’ipotesi di un’emigrazione di dipendenti tranesi in incontri ufficiali, come quello con i sindaci e il presidente della provincia Bat che si tenne nell’aprile scorso o come quello con il presidente del gruppo consiliare regionale del Pd, Antonio Decaro, che risale a solo un mese fa, oggi la realtà cui ci troviamo di fronte è ben diversa.
Preso atto che le promesse non sono state mantenute, vorremmo che i vertici di Aqp argomentassero dettagliatamente le ragioni di questa operazione. Sia che si tratti di una questione economica, sia che si tratti di una questione tecnica, vorremmo conoscere i dati che dimostrano, nel primo caso, l’effettivo risparmio, nel secondo caso, la reale ottimizzazione della gestione.
Inoltre sarebbe interessante capire le ripercussioni sulla provincia di Barletta-Andria-Trani. Risulta difficile infatti credere che un trasferimento così significativo di ben dieci o dodici unità non possa intaccare l’efficienza dell’unità territoriale tranese, soprattutto nell’ottica dei servizi erogati ai cittadini.
Qualora non arrivassero risposte appropriate e rassicuranti, sarebbe giusto che i dipendenti della sede dell’Aqp di Trani restassero al loro posto. La Bat, che per crescere deve puntare su un decentramento diffuso di enti, strutture e uffici, non può permettersi di perdere un presidio forte di Aqp.”
