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Festa patronale, vince la «tranesità»

Dopo quattro giorni di clima di festa, è calato il sipario sulla festa patronale. Tante le novità e i cambiamenti introdotti quest’anno e il risultato è molto soddisfacente. Trani, come sempre, si è mostrata accogliente e ben organizzata nell’affrontare l’invasione delle almeno 50mila persone che hanno circolato da venerdì a lunedì. La circolazione è avvenuta solo a piedi, con la piacevole sorpresa di trovare il porto libero dalle  auto e dai rifiuti. E di questo è stato felice anche il nostro sindaco, Pinuccio Tarantini, il quale spera di poter dare questa immagine di Trani, anche quando non è festa patronale. Come già accennato, anche le limitazioni al traffico hanno funzionato bene, grazie all’opera preventiva coordinata dal sindaco, dall’assessore alla Polizia municipale, Giuseppe Paolillo, e dal comandante del Corpo, Antonio Modugno. Inoltre, vincente è stata l’idea di istituire un ufficio di regolarizzazione degli ambulanti presso l’Amet. A funzionare è stata soprattutto la sinergia fra le forze dell’ordine per un controllo del territorio, discreto, ma efficace.

Ad aprire i festeggiamenti, la sera del venerdì c è stata la consegna delle civiche benemerenze in uno spettacolo a cura del Comitato feste patronali e dell’amministrazione comunale. La serata è cominciata con un minuto di silenzio per Pierdavide De Cillis, caporalmaggiore artificiere di Bisceglie, morto qualche giorno prima in Afghanistan. A seguire sono state consegnate le civiche benemerenze a nove docenti universitari e due comuni cittadini. La premessa della delibera approvata dal consiglio comunale del 6 dicembre 2005, e che venerdì per la prima volta ha trovato attuazione, recita “a persone, enti, società, istituzioni che si siano particolarmente distinti nei diversi compiti e attività pubbliche e private”. Tre sono le tipologie di benemerenze accordate: il “Sigillo della città”, rivolto a docenti universitari “ordinari” che “come cittadini tranesi per nascita o adozione, hanno dato lustro alla Città di Trani, al di fuori del territorio comunale, attraverso la loro attività di professori universitari ordinari. Premiati con il “Sigillo della città”: Luigi Ambrosio, professore ordinario di analisi matematica presso la scuola Normale superiore di Pisa dal 1998; Francesco Casalini, professore ordinario di energetica applicata presso il Politecnico di Bari dal 1994. Autore di numerose pubblicazioni su settori di ingegneria meccanica, motoristica, fisiodinamica, utilizzazione di fonti alternative energetiche; Mauro Cignarelli, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche presso l’Università di Foggia dal 2005; Clemente Landriscina, professore ordinario di biochimica presso la facoltà di Medicina e veterinaria dell’Università di Bari dal 1986; Aldo Loiodice, professore di diritto costituzionale presso l’Università di Bari; Michele Lorusso, professore ordinario di biochimica presso la facoltà di Medicina dell’Università di Bari; Andrea Lovato, professore ordinario di diritto romano presso l’Università di Bari, che ha preferito ritirare il premio appena scadrà il suo mandato di assessore.

La seconda tipologia di benemerenza è denominata “Giustina Rocca” ed rivolta a “cittadine tranesi per nascita o adozione, che hanno dato lustro alla Città di Trani, al di fuori del territorio comunale, attraverso la loro attività di professori universitari ordinari”. Le due donne insignite del premio sono Grazia Distaso, già professore ordinario di letteratura italiana, e dal 2006 preside della facoltà di Lettere e presso l’Università di Bari, e Lucia Perrone Capano, professore ordinario di letteratura tedesca all’Università di Salerno.

La terza tipologia di benemerenza è “Ordinamenta maris”. Sono stati insigniti del premio Alessandro Di Ronzo, 29 anni, che il 2 maggio è stato ferito ad un occhio durante una partita di calcio, “perché vittima di una vile aggressione mentre, da grande appassionato di sport e dei colori della città di Trani, assisteva in modo civile e corretto all’evento sportivo”. Anche Giuseppe Pizzichillo, 45 anni, è stato insignito del premio “Ordinamenta maris”, perché il 19 febbraio è stato ferito ad un occhio mentre passeggiava in via Zanardelli da un individuo al quale aveva chiesto di rispettare le regole del codice della strada, “perché, con alto senso di abnegazione civica, ha giovato a Trani, rendendone più alto il prestigio attraverso la sua personale virtù”.

A consegnare i riconoscimenti il sindaco, Pinuccio Tarantini, accompagnato dal presidente del consiglio comunale, Giuseppe Di Marzio, dal vice sindaco Giorgia Cicolani, dall’assessore agli affari istituzionali, Michele Scagliarini, dal presidente del consiglio provinciale Luigi Riserbato e dal segratario generale, Luca Russo. Il sindaco ha, inoltre, sottolineato l’importanza di questa serata, in cui i cittadini tranesi sono stati premiati per aver dimostrato nei fatti l’amore per la propria città.

Dopo i riconoscimenti, la serata è proseguita con il concerto dell’orchestra sinfonica della città di Zaporozhye (Russia) diretta dal maestro Vyacheslav Redya, con soli e coro lirico “Città di Bitonto”, a cura del Comitato feste patronali.

Il sabato, si è entrati nel vivo della festa, con la messa celebrata nel santuario di Santa Maria di Colonna dal rettore Don Mimmo Gramegna e, a seguire, l’imbarco del Santo Patrono dal lido Anmi. Dopo un breve giro in mare, il Santo Patrono è stato accolto da una folla di fedeli e da un’attrazione pirotecnica e lancio di palloni aerostatici. Appena il Santo Patrono è giunto nella chiesa di San Francesco, dove l’immagine è stata esposta alla venerazione dei fedeli, ad allietare i cittadini il concerto dell’«Accademia musicale di Capodimonte - Quintetto Calace”, che ha eseguito un repertorio di canzoni napoletane. 

Il momento clou dei festeggiamenti è avvenuto domenica. In Cattedrale, Mons. Giovan Battista Pichierri ha celebrato la Santa Messa, in cui ha descritto il profilo di San Nicola. “E pensare che Nicola era diretto a Roma - ha posto in risalto il presule -, ove avrebbe voluto incontrare Dio alla fonte, teso nel proselitismo ascetico tipico di un giovane assetato di Cristo senza necessariamente volere fare il monaco”. Questo comportamento, definito comunemente da “pazzo di Cristo”, è invece riconosciuto dal presule come «quello che tutti i laici impegnati nella Chiesa dovrebbero avere. San Nicola ci indica un modello di chiesa missionaria con la gente e tra la gente, una chiesa in cui ciascuno può e deve operarsi per ricercare la pace ed il bene comune». In questo scenario, Mons. Pichierri ha confermato la volontà di rafforzare il dialogo con la chiesa ortodossa, presente ufficialmente a Trani, ma ha anche espresso gratitudine «per lo sforzo che anche la pubblica amministrazione, guidata dal sindaco Tarantini, sta compiendo per il soddisfacimento dei bisogni sociali dei cittadini». Dopo la Santa Messa, c’è stata la solenne processione del Santo Patrono e delle Relique.

Ed eccoci arrivati alla seconda, e forse più importante, novità dei festeggiamenti: l’attrazione piromusicale eseguita dalla ditta “Pirotecnica Santa Chiara”. Tantissimi i curiosi che alle 23:45 affollavano il porto, piazza Quercia, il faro e la Cattedrale, tutti con il naso in su a scrutare il cielo. Dopo qualche minuto di attesa, una voce annuncia un ritardo di 15 minuti, prima dell’inizio dello spettacolo, ma i curiosi non cedono e aspettano. L’attesa è sicuramente ricompensata dallo spettacolo. Un botto per richiamare l’attenzione e subito dopo una voce narrante recitava la “Poesia sul fuoco”, mentre sul molo San Nicola e in acqua si accendevano le prime luci. La gente è entrata nel ruolo, sembra di essere a teatro. Inizia lo spettacolo con le note di “Avatar”, “The mission”, “L’ultimo dei moicani”, “Carmina burana”, “Nessun dorma” e infine “We are the champions”. È la sequenza di un crescendo di suoni, colori ed emozioni che lascia tutti a bocca aperta. Ad ogni brano applausi, simbolo che tutti erano soddisfatti dello spettacolo. Questo sottolinea il fatto che Trani ha apprezzato il cambiamento.

Un applauso simbolico va anche al Comitato feste patronali (Scarcella, Basso, Capurso, Fiore, Scagliarini,Todisco) che hanno avuto coraggio nel presentare ad una città poco avvezza ai cambiamenti, uno spettacolo pirotecnico nuovo.

I festeggiamenti si sono conclusi lunedì con il ritorno di San Nicola al Santuario di Santa Maria di Colonna, dove è stato accolto da una folla di fedeli.

L’intensa partecipazione ai riti liturgici è la dimostrazione di quanto è radicata nei tranesi, e non solo, l’amore nei confronti di San Nicola, questo ragazzino di cui solo i tranesi avevano riconosciuto la santità.

Ottavia Digiaro

 


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