Ieri avevamo pubblicato la nota del consigliere Caffarella circa le modalità di assunzione da parte dell'Amiu. Oggi giunge la nota dell'Alleanza per l'Italia che fa capo all'avvocato Alessandro Moscatelli. Ecco il comunicato stampa che vi mostriamo integralmente:
«Le perplessità del consigliere comunale Franco Caffarella erano state evidenziate anche dal nostro movimento politico nel lontano mese d’aprile in cui avevamo sottolineato che la ventata di managerialità nella gestione delle aziende municipalizzate del comune di Trani celava, in realtà, anomali criteri utilizzati per la scelta delle risorse umane paragonabili a quelli utilizzati nelle aziende a conduzione familiare, con la notevole differenza però che il capitale di rischio non era quello degli amministratori ma quello dei cittadini.
Avevamo anche segnalato che i criteri per il reclutamento del personale da parte delle aziende municipalizzate o aziende speciali sono quelli individuati dall’art.35 del decreto legislativo n.165 del 30 marzo 2001 esprimendo dubbi su altre modalità di selezione.
Ed, infine, avevamo chiesto a qualche consigliere comunale di buona volontà un approfondimento della questione affinchè venissero adottati criteri di imparzialità e trasparenza per consentire di partecipare alle selezioni, con legittime aspettative, anche cittadini tranesi che non fossero necessariamente in possesso di tessere di partito o che, magari, non avessero votato!
Oggi apprendiamo che anche altri esponenti politici, sicuramente avveduti e preparati, esprimono dubbi sulle anomale procedure di assunzione delle aziende di capitale pubblico.
Non è mai troppo tardi!
Condividiamo le perplessità del consigliere Caffarella che ha sollevato il problema ed al quale ci affidiamo per conoscere anche il motivo per il quale qualche operaio della cooperativa sociale di Bitonto che avrebbe dovuto occuparsi della raccolta differenziata degli imballaggi cartone, gira per la città anche per la raccolta dei rifiuti dai cassonetti.
Non possiamo, infine, non far nostro il parere espresso da un consigliere comunale di maggioranza sulla stampa locale, in data 29.01.09, a proposito del fatto che l’AMIU, invece di provvedere direttamente all’esecuzione dei servizi, affida alle cooperative la totalità delle prestazioni, con la conseguenza che i lavoratori non sono tutelati a dovere: “tale modus operandi della società, diceva il consigliere, sarebbe illegittimo poichè il modello dell’in house fa salva non solo l’imputazione dell’attività ma anche lo svolgimento della medesima, che deve essere sempre riferibile alla amministrazione medesima sia in termini oggettivi che soggettivi. Cosa che nel caso dell’AMIU non si verifica, per il semplice motivo che il Comune non può esercitare sull’affidataria dell’appalto un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi (Corte di giustizia Europea, Sez. I, 11 maggio 2006 n. – 304/04), condizione indispensabile perché si possa affidare il servizio mediante l’istituto "in house".
Noi la pensiamo così ancora oggi, peccato che lo stesso consigliere di maggioranza, un anno dopo, e precisamente in data 10.05.2010, a proposito del servizio affidato da AMIU alla cooperativa sociale La Rosa Blu di Bitonto, abbia affermato l’esatto contrario.
Ma non è a lui che ci rivolgiamo, consapevoli di non potere affidarci alla coerenza degli amministratori locali.
Suggeriamo, infine, all’AMIU, proprio per maggiore trasparenza, di predisporre sul sito web apposito link dedicato a rendere pubbliche tutte le procedure di selezione del personale.»
