Nella giornata di oggi, nel suggestivo Monastero di Colonna che ha appena ricevuto le sovvenzioni per diventare museo archeologico, andrà in scena "La duchessa di Amalfi", primo appuntamento del Festival teatrale nazionale Trani di Scena. Lo spettacolo, dopo aver riscosso un enorme successo in oltre 23 città italiane nel 2009, è di nuovo in tournée con la Compagnia Schegge di Mediterraneo.
"La duchessa di Amalfi" nasce da un progetto teatrale di Consuelo Barilari che ha preso il via nel 2007 con l'obiettivo di mettere in scena un nuovo allestimento teatrale dell'opera di John Webster THE DUCHESS OF MALFI, un classico del teatro elisabettiano.
La più riconosciuta traduzione teatrale de "La duchessa di Amalfi" si deve a Giorgio Manganelli. Mariangela D'Abbraccio è la Duchessa che recita magistralmente due ruoli: quello di Giovanna d'Aragona e del fratello gemello Ferdinando, Duca di Calabria, in questa storia di sangue e amore del XVI secolo ambientata ad Amalfi, Roma e Milano.
Lo spettacolo narra di un episodio di passione finito nella cronaca nera che ebbe largo eco al tempo, avvenuto nello scenario della costiera amalfitana alla fine del XV secolo in una delle maggiori famiglie nobiliari d'Italia. La duchessa Giovanna D'Aragona, vedova giovanissima del duca di Amalfi da cui eredita la reggenza, s'innamora del suo maggiordomo Antonio Bologna, amministratore della sua proprietà. La duchessa lo sposa e da lui ha tre figli, all'insaputa dei suoi due fratelli, Ferdinando suo gemello duca di Calabria, e il Cardinale. In un secondo momento per un banale incidente di percorso la notizia arriva alle orecchie dei due spietati fratelli, scatenando le ire di entrambi e una spirale di feroce e sadica violenza; a portare a termine l'efferata vicenda di sangue e odio fraterno, è il mercenario Daniel De Bosola, ex galeotto al servizio del Cardinale, deus ex machina degli avvenimenti, introdotto come spia in casa della duchessa.
I costumi sono firmati da Guido Fiorato. La scenografia di grande impatto spettacolare è stata pensate per rappresentare il Mediterarneo dall'architetto scenografo Federico Valente in omaggio alle forme che dominano l'attuale Porto Antico della città di Genova come il "Bigo" e "la sfera" di Renzo Piano. Le Video proiezioni che contestualizzano il gusto giallo e pulp dell'opera e fanno esplodere sullo schermo i momenti di violenza e assassinio sono create originali da Sergio Gazzo.
