Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la nota di Gennaro Palmieri, presidente Uildm, che denunciava problemi inerenti le barriere che i diversamente abili sono costretti ad incontrare quotidianamente in città. Giunge oggi in redazione in una e-mail a firma di Marco Pentassuglia e don Mimmo de Toma, un comunicato nel quale si sottolineano le difficoltà fatte presenti da Gennaro Palmieri. Questa la lettera integrale:
«In riferimento alla nota trasmessa dal Presidente della Uildm di Trani (BT) il 18 agosto 2010, dobbiamo annotare, nostro malgrado, di non essere sorpresi né meravigliati.
Come è noto nel territorio il Centro Jôbêl, attraverso l’Associazione Promozione Sociale e Solidarietà e l’omonima cooperativa, da tempo ha scelto di impegnarsi in una continua ed estenuante “battaglia culturale” che ha l’obiettivo di scalfire ancor prima di quelle fisiche le barriere che abbiamo nella nostra mente.
Quanto scritto dalla Uildm non fa altro che confermare e dare ragione del fatto che davvero in questa nostra bella città bisogna ancora lavorare tanto e bisogna ancora crescere in termini di sensibilità, rispetto e civiltà.
Ha ragione la UILDM a esasperare alcuni pensieri che condividiamo a pieno. Vorremmo raccontarvi un piccolo episodio accaduto l’altro ieri sera.
Da cittadini, alcuni degli operatori del Centro Jôbêl, erano a passeggiare con amici con loro c’erano due loro familiari non autonomi, costretti a stare in carrozzina, uno dei quali comunica i suoi bisogni attraverso il pianto o gesti fatti con la mano, che per mangiare devono essere imboccati, che devono essere lavati e cambiati da altri: stiamo parlando dei loro figli di uno e due anni uguali a tutti gli altri bambini della loro età. Diversamente abili come ciascuno di noi per una parte della propria vita!
Decisero di andare in Piazza Libertà percorrendo Via Mario Pagano da Piazza della Repubblica. All’inizio della strada vi è un bellissimo cartello che parla di Area Pedonale dalle ore 21.00 alle ore 24.00 ma alle ore 22.30 circa (orario in cui erano in quel luogo) il cartello evidentemente non aveva valore considerato che se avessero camminato per la strada avrebbero rischiato di farsi mettere sotto dalle auto che passavano liberamente (d’altra parte erano in Piazza Libertà e quindi ciascuno è veramente libero di fare quello che vuole!)
In Piazza Libertà, come si vede dalla foto, davanti allo scivolo nei pressi della Chiesa di San Francesco cosa vi trovarono? Una bella e ricca fioriera evidentemente spostata davanti allo scivolo sicuramente dal proprietario della vettura parcheggiata qualche centimetro più avanti che pur di parcheggiare la sua auto ha scelto di spostare questa fioriera nel primo posto che gli è sembrato utile e meno faticoso: lo scivolo!
I loro figli per fortuna hanno dei genitori che trasportano il loro passeggino o carrozzina e chi invece è costretto a camminare su una carrozzina e vuole liberamente passeggiare da solo e in autonomia nella nostra città cosa avrebbe dovuto fare? Solo una piccola nota da aggiungere alla cronaca di questo episodio: era 17 agosto e a Trani non c’era alcuna festa patronale, nessun evento o concerto e, come racconta il presidente della Uildm, non c’era alcun agente di Polizia Municipale.
Questo non significa che la responsabilità sia solo di chi deve controllare e quindi istituzionale (responsabilità che c’è e se volgiamo è anche grave) ma questo significa che davvero se chiunque pensa di poter fare quello che vuole (spostare una fioriera, camminare con l’auto in zona pedonale solo perché non c’è la transenna, camminare con scooter e motorini in Via Zanardelli o sul porto, parcheggiare auto interamante sul marciapiede quando c’è un evento che sia festa patronale o concerto o altro, ecc.), vuol dire che la nostra non è cultura del rispetto, non è cultura del senso civico e non è cultura dell’integrazione, e questo per le nuove generazione è davvero un grande insegnamento…
Un plauso e un grazie invece sincero a tutti coloro, noti e meno noti , che siano cittadini comuni o rappresentanti istituzionali, che nel loro piccolo, o nel loro grande, continueranno a credere e a testimoniare che invece la cultura del rispetto, dell’integrazione e del senso civico è ancora possibile… e questo, anche se fa spessissimo meno notizia, per le nuove generazione è davvero un grande insegnamento».
Marco Pentassuglia
Centro PID (Pronto Intervento Disabili)– Coop. Sociale “Promozione Sociale e Solidarietà”
Centro Jôbêl - Trani
