A distanza di qualche giorno dall'avento, giungono in redazione le impressioni sull'inaugurazione di Palazzo Beltrani di Massimo Pillera, giornalista e addetto stampa del Comune di Trani. Catalizzando tutta l'attenzione sul concerto tenuto dal talentuoso Davide Santorsola, Pillera offre le impressioni che lui e i presenti all'evento hanno tratto dalla performance.
«La genialità si percepisce nella dissonanza estetica dei luoghi che stimolano sensazioni di piacere nell’individuo. Se al guardare si unisce l’ascolto di una performance di un pianista che riesce ad esprimere cento minuti ininterrotti di fraseggi sempre diversi e mai una nota od un accordo ti sembra identico ad un altro, si può affermare che si è nei pressi del “sublime”. Se poi, a questa musica, sotto nient’altro che le stelle di un cielo libero, si aggiungono le immagini dei corti dei fratelli Lumiére, sapientemente sincronizzati con gli accordi del pianista, e ti si svelano i segreti del cinema con la sua magia, con i suoi effetti di un montaggio curato a taglio di minuscoli pezzetti di celluloide. Allora, se questo accade in un luogo, in un tempo, devi chiederti dove sei? Perché a goderti questo momento potresti essere nella Alexander Platz di Berlino addolcita da Renzo Piano, nel centro Pompidou di Parigi, nella Kunsthaus di Zurigo, nel Museo Paul Klee a Berna, o meglio ancora nei giardini di Vienna.
Si perché è tipico e normale, in questi posti assistere a performance geniali come quella di Santorsola e Sbrocchi, realizzate quale sfondo per l’apertura di grandi eventi, mostre od occasioni culturali straordinarie. Il novecento che incalza con le sue immagini truccate in bianco e nero, con la descrizione minuziosa delle abitudini che si affacciavano nel nuovo secolo immortalate per l’eterno dalla macchina da presa. La corsa dei sacchi a testimoniare la semplicità e l’umiltà della storia degli uomini, immortalata nella riproducibilità tecnica dei Lumiére. Il tutto sotto le note imprevedibili di un pianista genio, che con una sonorizzazione live digitale, regala al suo Jazz un ritmo planetario che ti si appiccica all’anima.
I minuti passano e le stelle rimangono ferme nella terrazza magica di Palazzo Beltrani, dove ti sembra che il tempo scorra al ritmo del Jazz. Non riesci a stare fermo, ma le tue gambe si muovono a ritmo come se il pianista fosse un pifferaio magico che ti conduce a guardare un orizzonte… il passaggio tra ottocento e novecento. Prima hai visto opere, sculture ed arredi del vecchio secolo nel museo, poi nella terrazza entra il novecento dai suoi albori, con le immagini di Sbrocchi e con la sua colonna sonora, la musica di Santorsola. Il ritmo incalza ed anche l’ombra della capigliatura “Allev…ata” di Davide (li ha avuti sempre cosi prima di Giovanni, ne siamo certi) che si proietta sulle mura del museo sparata da un faro casuale, e si muove in sincrono, rende la scena geniale: schermo musica, mura del museo e cielo…semplice cielo stellato. Anche le stelle stanno a guardare e sembrano ferme ad ascoltare questo straordinario concerto. L’arte e la storia che si intrecciano e danzano come ombre eleganti su mura e disegni architettonici unici.
Questo è il Mediterraneo, luogo incantato, dove una sera incontri l’arte nella sua bellezza estrema e geniale. Questa è Trani, la Città che ti incanta, in Puglia, dove un pianista geniale dal nome complesso Davide Santorsola, con un regista altrettanto intelligente Beppe Sbrocchi, regalano una performance indimenticabile ed unica, festeggiando l’inaugurazione di un museo arricchito da donazioni. Questa è la terrazza del Palazzo delle arti…e come su una mappa googlata, raggiungendo questo punto possiamo collocarci un segno con una indicazione: “next to…sublime”».
